NAPOLI – Una delegazione del gruppo Cna Comunicazione e Fotografi ha incontrato l’assessore alle attività produttive della regione Campania Antonio Marchiello.

I fotografi aderenti alla sigla, che a Napoli sono 250, hanno chiesto un accompagnamento economico da parte della Regione per il 2020, considerato che la stagione dei matrimoni e di altre importanti cerimonie su cui lavorano i fotografi, è praticamente saltata.

“Ormai le nozze per il 2020 – spiega Enzo Grande, a capo della delegazione di fotografi di Cna – sono già state spostate al prossimo anno.

La grande maggioranza delle ragazze che immaginavano un certo tipo di festa per il loro matrimonio non accettano di farlo seguendo le regole di distanziamento del covid19.

In più i giovani si sono resi conto che in questo momento il loro matrimonio non si completerà con un viaggio di nozze.

Sposarsi presuppone un investimento non leggero e i giovani fidanzati vogliono che i loro ospiti e loro stessi possano godersi fino in fondo la festa.

Noi fotografi siamo completamente fermi sui matrimoni, ma anche sulle prime comunioni, le feste dei 18 anni, su tutte quelle celebrazioni che costituiscono il nostro core-business, ma contemporaneamente continuiamo a pagare l’affitto degli studi senza incassare un euro.

La situazione non è sostenibile. L’assessore ha ascoltato le nostre ragioni e ci ha promesso presto notizie”.

Ai mancati incassi, per i fotografi si aggiunge anche la beffa della restituzione degli anticipi: “Molte coppie – spiega Grande – ci hanno chiamati dicendo di aver rinviato sine die la data del matrimonio e quindi ci hanno chiesto la restituzione della caparra versata, soldi che siamo tenuto legalmente a restituire”.

“I fotografi di cerimonie – spiega il presidente di Cna Campania Nord e vicepresidente nazionale Giuseppe Oliviero – sono tra le categorie più duramente colpite dallo tsunami covid19. Sono del tutto fermi e hanno il diritto di avere un’assistenza dalle istituzioni.

Cna è al loro fianco per la prosecuzione di una professionalità che ha grandi tradizioni nel Mezzogiorno e che non può scomparire, travolta dal virus”.

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