NAPOLI – Il settore orafo è allo stremo non solo a causa del lockdown dovuto alla pandemia sanitaria, ma anche e soprattutto grazie a regole e divieti senza una logica apparente che tengono l’Intero settore in scacco con chiusure che, visto il settore merceologico, non prevedono ne assembramenti, né possibilità apparenti di diffusione del contagio. Ma nonostante ciò, l’intera filiera del commercio al dettaglio è stata blindata come se fossero ristoranti o bar. A denunciare questa situazione paradossale è l’Associazione OroItaly con il suo presidente Salvio Pace. “Il comparto – sottolinea Pace – non solo rappresenta il settore di eccellenza del Made in Italy, ma anche un plusvalore economico per interi territori. Continuare a stare chiusi non solo è illogico – ha ribadito Pace – ma genera grosse problemi di sopravvivenza per tantissime imprese, come anche tutto il terziario collegato al settore”. “La nostra richiesta alle istituzioni centrali – ha poi concluso Pace – è molto semplice: permetterci di riaprire i nostri negozi con la regolamentazione dell’ingresso dei possibili clienti, anche in considerazione del fatto che per noi è molto più semplice avendo nei nostri esercizi la doppia porta. Questo non solo eviterebbe il fallimento di tantissime realtà produttive del settore, ma fungerebbe anche da deterrente per chi, nel massimo dello sconforto, cerca strade non lecite per riuscire a sopravvivere”. A Napoli, intanto, nasce il Comitato di gioiellieri e orefici “per il diritto al lavoro e alla sopravvivenza”, contro quelli che vengono definiti “contraddittori ed insensati divieti di apertura delle attività che condannano al fallimento, contenuti negli anticostituzionali Dpcm”. Il Comitato è rappresentato legalmente dall’avvocato Angelo Pisani, già noto alle cronache per le sue battaglia contro Equitalia e il fisco ingiusto. Sulla questione è intervenuto il prof. Gianni Lepre, opinionista economico del TG2, presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti, all’interno del quale esiste anche la sezione orafa, e Segretario Generale di OroItaly. “E’ incredibile come questo Covid19 abbia fatto perdere la bussola ed il buon senso a chi ci governa, tanto da non riuscire nemmeno a distinguere le attività economiche dai propri codici ateco; – ha esordito il prof. Lepre che poi ha continuato – chissà chi avrà fornito indicazioni di rischio sul contagio per il settore orafo al famigerato Comitato Tecnico Scientifico che, sullo scientifico non discuto, ma sul tecnico ci sarebbe tanto da dire”. Il prof. Lepre ha poi continuato: “Già di per se nelle gioiellerie ci vanno solo quegli acquirenti che hanno bisogno di comprare qualcosa di quel settore specifico, e vi assicuro che sono talmente pochi che la fame già correva sul filo del rasoio, ma adesso con le saracinesche chiuse per Covid, nemmeno la speranza di vedere citofonare qualche cliente, è più possibile”. Il noto economista ha poi continuato: “Ho appreso con piacere della nascita del Comitato dei gioiellieri ed orafi rappresentato dall’avvocato Pisani, un’iniziativa importante per perorare la causa di un comparto che altri hanno deciso di far scomparire”. Lepre ha poi concluso: “ Sono pienamente in sintonia con le richieste avanzate in merito alla sospensione del pagamento delle tasse, come anche la Cassa integrazione immediata adeguandone i parametri, il blocco dei fitti dei negozi in caso di chiusura ed almeno riduzione del 50% dei fitti fino a fine pandemia; come ancora la sospensione di tasse, contributi e Iva, la sospensione del pagamenti delle utenze ad oltranza fino alla ripresa economica. Tutte richieste legittime di cui, fino a questo momento, nessuno si è fatto carico. L’ultimo decreto denominato ‘Sostegni’ è e resta solo fumo che, molto probabilmente, non diventerà arrosto nemmeno con i soldi del Recovery Fund”.

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