DUBAI – “Medaarch – Centro per l’Artigianato Digitale è uno dei luoghi dell’innovazione presenti in Italia. Un’avventura che ha il suo cuore pulsante a Cava de’ Tirreni, dal 2018 sede del primo incubatore nazionale dedicato alla manifattura avanzata. E che è arrivata all’Expo di Dubai, dove abbiamo raccontato un modello che coniuga la tradizione e la creatività delle botteghe artigianali con le tecnologie dell’industria 4.0”. Lo ha detto Amleto Picerno Ceraso, co-founder di Medaarch – Centro per l’Artigianato Digitale.

Lanciato quattro anni fa, il CAD è stato scelto dalla Regione Campania come modello d’eccellenza per l’innovazione dei territori da presentare all’esterno. “Con Giffoni e Apple Academy, il Centro per l’Artigianato Digitale è uno dei tre luoghi dell’innovazione in Campania – spiega Picerno Ceraso -. Uno spazio animato da artigiani, designer, startup e aziende dove, attraverso una formazione di qualità, puntiamo a portare il Made in Italy in una nuova dimensione, quella dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e della sostenibilità, partendo dall’enorme tesoro che sono le microimprese del territorio. Un nuovo modo, insomma, per creare la figura dell’artigiano digitale del futuro”.

Medaarch guarda già avanti: a Expo Dubai 2020, dove la delegazione campana è coordinata dall’assessore all’Innovazione e alla Ricerca Valeria Fascione e si registra la partecipazione dell’eccellenza dell’ecosistema innovativo regionale (fino al 10 febbraio), Picerno Ceraso ha presentato anche Mediterranea. Un’innovativa linea di arredi lanciata dalla società e realizzata con stampanti 3D e bioplastiche: “Un altro pezzo importante del nostro mosaico. Siamo convinti che la bellezza della tradizione creativa italiana possa essere ulteriormente rafforzata da un’architettura e un design che guardino all’ecosostenibilità”.

E nell’immediato futuro si punterà a esportare il modello Medaarch: “Non più uno solo ma più luoghi dell’innovazione in tutta Italia, con la stessa idea di partenza: quella di dare vita a un programma di rigenerazione di spazi dismessi per produrre il nuovo artigianato digitale”.

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