Manfredi: “Serve un indirizzo chiaro per il futuro del project financing”

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“La finanza di progetto rappresenta il “ponte” necessario per passare da un’economia trainata dai fondi europei a un’economia sostenuta dagli investimenti privati, per assicurare continuità alla modernizzazione del Paese”. Così il presidente dell’Acen, Antonio Savarese ha aperto il convegno: “Il project financing dopo la CGUE C-810/24” organizzato da Acen e Comitato Ance per il Mezzogiorno e le Isole per approfondire gli effetti della sentenza della Corte di Giustizia Europea del 5 febbraio 2026, che cancella il diritto di prelazione per il soggetto proponente il progetto da realizzare in project financing, regolarmente bandito.

“E’ urgente la riforma del Codice che dia indicazioni sulle gare in corso e che definisca, per il futuro, lo strumento del project financing”, fondamentale per la realizzazione delle opere pubbliche con il contributo dei capitali privati.

Il sindaco di Napoli e presidente Anci, Gaetano Manfredi, ha sottolineato che alla luce della nuova indicazione europea diventa “complicato portare avanti progetti senza indicazioni precise. Serve – ha sottolineato – un indirizzo chiaro, una chiara modalità per ristorare il vincitore della gara, evitando la potenziale distorsione della concorrenza, visto che viviamo in una condizione in cui la finanza pubblica sarà sempre più povera e, in assenza di attenta programmazione, tutto sarà più complicato post PNRR. In molti settori – ha concluso – senza risorse, idee e progetti dei privati la Pubblica amministrazione non potrebbe realizzare opere pubbliche in settori come lo sport, porti turistici e il commercio”.

“La collaborazione tra il pubblico e il privato è sempre più strategica per il futuro perché richiamata anche nel Piano casa ed è considerata una leva per la realizzazione di infrastrutture dopo il Pnrr. È essenziale individuare un quadro normativo che favorisca il dialogo tra imprese e Pa per trovare l’equilibrio necessario tra interesse pubblico e sostenibilità finanziaria degli interventi” ha aggiunto Federico Brancaccio, presidente dell’Ance.

“La Regione Campania vuole essere aperta al dialogo e all’ascolto, attenta alle proposte che siano coerenti con la nostra visione di sviluppo del territorio e del rispetto dell’interesse pubblico. Siamo consapevoli che, per realizzare determinate opere, non possiamo contare solo ed esclusivamente su contributi statali ed europei, ma dobbiamo coinvolgere anche i privati nella realizzazione di opere infrastrutturali, così da sostenere l’economia del territorio e incrementare il nostro PIL” ha sottolineato Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania.

“Le imprese stanno rispondendo in modo straordinario per la realizzazione di opere di rilevante interesse pubblico” ha detto Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. “Penso a Bagnoli, ma anche all’avanzamento della Darsena di Levante, praticamente terminata. Ora servirà collegarla agli assi viari, con un ulteriore investimento di 30 mln di euro, per spostare il fascio tubiero e ridisegnare la traccia stradale”.

Dello stesso pare Marcello Feola, commissario Straordinario per la ricostruzione dell’isola di Ischia, che è intervenuto nella tavola rotonda dopo le sessioni tecniche realizzate con grande interesse da Mario Calabrese, docente all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Enrico Soprano, docente e avvocato amministrativista; Ivo Allegro, amministratore delegato di Iniziativa e Paolo Del Vecchio, avvocato dello Stato e i saluti introduttivi di Giuseppe Aiello, sindaco di Vico Equense e Gabriele Esposito, vice presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli.

“E’ fondamentale l’integrazione tra impresa e pubblica amministrazione, anche se a Ischia si pone un problema diverso: quello dell’efficienza e della realizzabilità della spesa. Il Commissariato straordinario dispone di 800 milioni di risorse per opere da realizzare in tre anni, con un’esigua struttura. Discorso diverso attiene alla ricostruzione privata, dove con il supporto della Regione e dei capitali privati si potrà approntare un attento piano” ha detto Feola.

“Alla luce del confronto in corso sul nuovo bilancio europeo e sulla ridefinizione delle priorità strategiche dell’Unione, la vera sfida di questi mesi sarà comprendere come trasferire nella politica di coesione alcuni elementi positivi introdotti dal PNRR: la programmazione per obiettivi, il rispetto dei tempi di attuazione, la capacità di monitoraggio degli interventi e una maggiore responsabilizzazione dei soggetti attuatori” ha evidenziato Giovan Battista Perciaccante, presidente Comitato Ance Mezzogiorno e Isole.

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