NAPOLI – In attesa degli effetti degli ecoincentivi partiti solo da tre settimane, il mercato automobilistico campano continua a versare in uno stato di profonda sofferenza. Lo scorso mese, infatti, si è nuovamente registrata una flessione a due cifre sia nel comparto del nuovo che in quello dell’usato, ed una diminuzione ancora più consistente ha interessato le auto rottamate.

Nel dettaglio, in Campania a maggio sono state iscritte, per la prima volta, nel Pubblico Registro Automobilistico dell’ACI (PRA) 4.766 nuove vetture, pari ad una riduzione del 13,4% in confronto allo stesso mese del 2021. La diminuzione si è osservata in tutte le province campane, con la punta massima a Benevento (-23,7%) e quella minima a Salerno (-8,2%). Le prime iscrizioni a Napoli sono state 2.256, ovvero il 13,7 in meno rispetto al mese di maggio dello scorso anno.

Non è andata meglio nel settore dell’usato. In Campania, i trasferimenti di proprietà, al netto delle minivolture (cioè i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) sono stati 21.830, equivalenti ad una contrazione del 12%. In questo settore, il maggior risultato negativo è stato rilevato a Caserta (-15,8%), quello più contenuto ad Avellino (-10,2%). A Napoli, le vetture che hanno cambiato proprietario sono state 11.195, l’11,4% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un autentica debacle ha caratterizzato l’andamento delle vetture radiate dal PRA. In Campania, infatti, sono state tolte dalla circolazione 7.884 automobili, ben il 21,3% in meno rispetto a maggio 2021. La riduzione oscilla tra un massimo di -40,5% rilevato a Benevento ed il minimo di – 9,6% di Caserta. A Napoli le auto radiate dal PRA hanno raggiunto quota 4.279, pari ad una diminuzione del 15,4%.

“Covid, guerra e crisi energetica stanno infliggendo un duro colpo a ciò che un tempo era la locomotiva economica del Paese: l’automotive, commenta il Presidente dell’ACI Campania, Antonio Coppola. Gli incentivi strutturali a questo punto sono indispensabili per far rifiatare il settore, ma quelli varati non sono sufficienti visto che, in meno di un mese, sono praticamente già in via di esaurimento. Bisogna, perciò, augurarsi un nuovo intervento del Governo capace, questa volta, di dar luogo ad effetti più concreti e duraturi”.

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