NAPOLI – Non è certo con la liquidazione periodica mensile o trimestrale anche di IRPEF, IRES e IRAP (così come già accade per l’IVA) che si semplifica il sistema fiscale, anzi è esattamente il contrario.

L’idea del direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, che il Fisco riesca a precompilare anche le dichiarazioni dei titolari di partita IVA (dopo quelle dei dipendenti con il modello 730) e che possa chiedere ogni mese al contribuente il prelievo dell’imposta dovuta, con tutte le compensazioni già fatte in automatico o il riconoscimento di un credito per le successive scadenze, non tiene conto del fatto che i dati da inserire nella precompilata non affluiscono nelle banche dati dell’Anagrafe Tributaria per virtù divinatorie, ma solo se si ‘addossano’ nuovi obblighi di comunicazione a carico dei contribuenti (e dei professionisti che li assistono), il che finisce per complicare e moltiplicare gli adempimenti anziché ridurli”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli.

“E’ un film già visto: sappiamo bene cosa è accaduto, dal 2015 ad oggi, per il 730 precompilato. L’anno scorso i 730 precompilati accettati dai contribuenti senza modifiche sono stati poco più di 600mila, a fronte di 21,2 milioni di modelli inviati al Fisco. La maggior parte dei contribuenti (circa 18 milioni) – ha aggiunto Moretta – continua ad affidarsi ai commercialisti e ai Caf anche per una dichiarazione “elementare” come il 730”.

“Ciò nonostante per consentire all’Agenzia di mettere on line la bozza di 730 precompilato i contribuenti (e i professionisti che li assistono) hanno dovuto effettuare adempimenti di comunicazione al Fisco dei dati dei principali oneri deducibili e detraibili che prima non esistevano e che sono stati introdotti al solo scopo di permettere all’Agenzia di mettere a disposizione la precompilata. Nuovi adempimenti – ha evidenziato il numero uno dell’Odcec Napoli – che, anche economicamente, restano ad esclusivo carico dei contribuenti e dei commercialisti che li assistono, i quali, in molti casi, non riescono neppure a scaricare sulla clientela i costi aggiuntivi da sostenere per la loro effettuazione”.

“Per cui quando si evoca per il ‘fisco di massa’ il bisogno di automatismi e la necessità di un ‘fisco automatico, ma controllabile’ ci si dimentica da un lato che tale ‘automatismo’ non si è riuscito ancora ad attuarlo, dopo cinque anni, neppure per il 730 e dall’altro che è mistificatorio parlare di semplificazione e di minori costi per i cittadini, quando quell’automatismo (già di per sé molto complicato da realizzare) richiede l’introduzione di nuovi obblighi e di costi aggiuntivi per i cittadini”.

“In altre parole – ha sottolineato Moretta – è come se si dicesse che il concessionario che ti consegna l’automobile ‘chiavi in mano’ comporta meno costi per l’acquirente perché si riducono i prezzi di fabbricazione. Con l’aggravante che mentre il concessionario ti consegna un prodotto che è, in tutti i casi, pronto all’uso cui è destinato, l’Agenzia ti mette a disposizione un ‘semilavorato’ che richiede quasi sempre l’intervento di un commercialista per verificare la correttezza della bozza di precompilata predisposta automaticamente. Né la vendita dell’auto tramite concessionario mette a carico del sistema adempimenti aggiuntivi da effettuare prima dell’acquisto, così come invece avviene per la predisposizione della precompilata da parte dell’Agenzia”.

“Sempre sul versante della semplificazione – ha rimarcato il presidente dei commercialisti partenopei – , è poi tutto da dimostrare che la liquidazione mensile o trimestrale delle imposte sui redditi sia più semplice del sistema di liquidazione annuale oggi esistente, perché è evidente che quelle esigenze di calcolo e di verifica degli importi da versare o a credito (anche se, per ipotesi, resi disponibili dall’Agenzia in modo automatico) si moltiplicherebbe per 12 (in caso di liquidazione mensile) e per 4 (in caso di liquidazione trimestrale), con ‘buona pace’ della tanto auspicata riduzione degli adempimenti e semplificazione del sistema fiscale”.

“Il vero è che fino a quando esisterà il sacrosanto principio di determinazione analitica dei redditi prodotti dai titolari di partita IVA, è semplicemente velleitario parlare ‘fisco di massa’ che ‘deve essere un fiscoautomatico’. È un dato di fatto di cui anche i non addetti ai lavori si rendono conto, a maggior ragione in un Paese in cui il Fisco viene costantemente rimaneggiato per motivi di gettito e al cospetto di una realtà da disciplinare oggettivamente molto complessa che mal si presta ad essere risolta da non meglio precisati “automatismi” che dovrebbero risolvere, in un colpo solo e senza costi aggiuntivi, tutti i mali del Fisco italiano”.

“L’Agenzia ha un compito importantissimo nel nostro Paese che è quello di controllare il corretto adempimento degli obblighi fiscali e di fornire l’assistenza ai contribuenti per alcuni adempimenti di base. Di qui a pretendere di diventare anche il consulente fiscale di imprese, lavoratori autonomi e professionisti che poi, essa stessa, ha il dovere di controllare, il passo sembra eccessivo. Ed il voler svolgere troppe parti in commedia in un settore tanto delicato quanto quello fiscale – ha concluso Moretta – non è certo il meglio che si possa auspicare se si hanno a cuore i diritti e le garanzie dei contribuenti”.

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