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NAPOLI – Napoli, le prenotazioni in alloggi per turisti stanno salvando i bilanci di molte famiglie in Campania e garantendo nuove opportunità per la filiera economica del territorio.

I proventi utilizzati dai napoletani e campani sono serviti nel 2018 per ammortizzare spese legate alla casa e per quasi il 30%, ma a Napoli è più alta la media, per salvare i magri bilanci familiari. Utili e remunerative anche le cosidette experiences ma spesso svolte in nero e senza le dovute professionalità, mentre dilaga il far west di affitti di immobili senza titolo abitativo e privi di requisti urbanistici. Un dato che abbiamo evidenziato più volte e che forse con la proposta emendativa approvata in Decreto Crescita potrà garantire maggiore controllo e meno concorrenza sleale- cosi dall’Abbac che con il presidente Agostino Ingenito cosi si esprime:

“I dati Airbnb rilevati oggi, dimostrano l’importanza dei flussi turistici degli ultimi due anni, giunti grazie ad un rinnovato interesse delle nostre destinazioni, raggiungibili con voli low cost utilizzati da tanti viaggiatori sia europei che provenienti dai paesi emergenti e con economiche vivaci, come i Paesi dell’Est e del Bric compreso India, Corea, Cina, Sudamerica e il ritorno degli americani ma occorre un piano strategico complessivo che manca in Campania. Lo esortiamo da tempo – continua Ingenito – Occorre rivedere alcune normative regionali, superare alcuni grovigli burocratici, garantire servizi ed infrastrutture e con una mobilità veramente europea. Scontiamo ritardi enormi su trasporti pubblici che devono essere costanti e garantiti.

Serve guardare al turismo con nuovi occhi ,e non certo come un’attività legata solo ad alcuni territori e stagionale. Vi sono segnali interessanti anche per alcune località soprattutto dell’area metropolitana di Napoli e hinterland salernitano che palesano inversioni di tendenza sulla fruibilità di strutture ricettive spesso però priva di qualsiasi autorizzazione o condotte senza rispettare requisiti minimi.

L’Abbac chiede alla Regione Campania e agli Enti locali uno sforzo per una migliore sinergia che tenga conto della valorizzazione dei centri storici, del recupero edilizio del patrimonio immobiliare privato che nei centri minori può evitare vistoso spopolamento e offrendo concreti servizi, sicurezza, infrastrutture per le destinazioni mature, a rischio però turistificazione se i processi non sono governati- cosi dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito, in relazione ai dati diffusi da Airbnb. Napoli risulta essere la quinta città italiana dopo Roma, Firenze, Milano e Venezia ad avere il maggior impatto in termini diretti per Airbnb che porta a 160 milioni di euro l’anno gli introiti relativi alle prenotazioni per il capoluogo campano. Nel complesso, stando ai dati rilevati dalla piattaforma internazionale, l’’Italia è stato il 4° paese al mondo con quasi 5,4 miliardi di euro di ricavi diretti. Tra le città la prima è Roma (961 milioni di Euro), seguita da Firenze (445 milioni), Milano (382 milioni), Venezia (300 milioni) e Napoli (160 milioni).

L ’impatto economico di Airbnb in Italia, porta il nostro Paese dunque al 4° paese al mondo dopo USA, Spagna e Francia. La stima dell’impatto economico diretto è di 5,4 miliardi di euro nel 2018, e quasi 90 miliardi di euro (100 miliardi di dollari) è quello ottenuto nei primi trenta mercati della piattaforma. Il nostro Paese si posiziona al quarto posto tra quelli che hanno riscontrato i maggiori benefici economici grazie ai flussi turistici, dopo USA (33,8 miliardi di dollari), Francia (10,8 miliardi di dollari) e Spagna (6,9 miliardi di dollari). I risultati espressi sono del Centro Studi di Airbnb rilasciati oggi, ottenuti incrociando dati interni con un’indagine condotta fra 228.000 host e guest (di cui 22 mila utenti italiani) registrati alla piattaforma e relativi al 2018.

Infatti, il 66% degli italiani che nel 2018 ha affittato tramite Airbnb ha dichiarato che questa attività è stata utile per ammortizzare le spese legate alla casa (51% la media nella community), e per il 22% queste entrate sono state una risorsa aggiuntiva anche per far quadrare il bilancio familiare. D’altra parte, il 43% dei viaggiatori che ha visitato l’Italia utilizzando Airbnb ha effettuato acquisti o attività nello stesso quartiere in cui ha soggiornato (42% la media del sondaggio).

Il 51% ha dichiarato di aver speso in loco i soldi risparmiati utilizzando la piattaforma, in linea con la media internazionale. In questo contesto gli host svolgono un ruolo determinante, perché indicando attività e luoghi da visitare diventano veri e propri ambasciatori del territorio. Ad esempio, il 91% degli host della capitale ha consigliato ai propri ospiti la cucina romana dei ristoranti locali, mentre a Milano il 76% ha indirizzato i visitatori verso musei e attività culturali ma appare indispensabile controllare sulle effettive autorizzazioni a svolgere le attività spesso svolte da persone prive di requisiti professionali e senza il rilascio di ricevute fiscali per i servizi prestati – cosi commenta Agostino Ingenito

Il quadro italiano e il confronto con l’Europa

In Italia, la stima dell’impatto economico diretto di Airbnb per il 2018 sfiora i 5,4 miliardi di Euro. A livello regionale, il Lazio spicca per numero di arrivi e benefici economici, con più di 1 miliardo di Euro, seguito dalla Toscana (961 milioni) e dalla Lombardia (760 milioni). Quest’ultima è anche la regione con la spesa media giornaliera più alta da parte dei visitatori (153 Euro, contro 125 della media nazionale), mentre quelle in cui è meno elevata sono invece Puglia (86 Euro) e Sardegna (87 Euro).

Se si considerano le singole città italiane, quella con l’impatto economico diretto stimato più significativo è Roma (961 milioni di Euro), seguita da Firenze (445 milioni), Milano (382 milioni), Venezia (300 milioni) e Napoli (160 milioni); una classifica che rispecchia anche la tendenza degli arrivi nel nostro Paese. Osservando invece la spesa media giornaliera dei visitatori nelle cinque città prese in esame, Roma è quella con il dato più basso, 129 Euro, seguita da Milano, dove in media un viaggiatore Airbnb spende 137 Euro al giorno.

Il confronto con le principali città europee è positivo: Roma è la terza per arrivi dopo Londra e Parigi, con un effetto sull’economia locale tra i più favorevoli. I benefici generati nella Città Eterna dalla piattaforma superano quelli di metropoli come Madrid (702 milioni), Amsterdam (505 milioni) o Berlino (470 milioni). E non è l’unica città italiana premiata dall’impatto di Airbnb: Firenze rientra tra le prime 10 che godono di questi effetti in Europa; Milano, all’undicesimo posto, è decisamente vicina, superata per un soffio da Praga.

Una risorsa per le comunità locali
I risvolti positivi del modello Airbnb non si fermano però unicamente alle grandi città italiane: infatti, sono meno della metà i viaggiatori che si dirigono verso le 5 mete più visitate (4 milioni di arrivi rispetto ai 9,6 complessivi nel 2018); il resto della community è attratta anche dai luoghi fuori dai circuiti turistici tradizionali. Ed è proprio dalla voglia di scoprire davvero il territorio che nascono vantaggi per tutta la comunità locale, a partire dagli host, ma non solo.

Infatti, il 66% degli italiani che nel 2018 ha affittato tramite Airbnb ha dichiarato che questa attività è stata utile per ammortizzare le spese legate alla casa (51% la media nella community), e per il 22% queste entrate sono state una risorsa aggiuntiva anche per far quadrare il bilancio familiare. D’altra parte, il 43% dei viaggiatori che ha visitato l’Italia utilizzando Airbnb ha effettuato acquisti o attività nello stesso quartiere in cui ha soggiornato (42% la media del sondaggio). Il 51% ha dichiarato di aver speso in loco i soldi risparmiati utilizzando la piattaforma, in linea con la media internazionale.

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