Wonderful vineyard valley landscape in zone of Collio in region of Friuli Venezia Giulia, north East of Italy.

NAPOLI – Nell’ultimo anno, le imprese agricole della Campania hanno nel complesso consolidato la loro attenzione alla sostenibilità. E insieme alla gestione degli impatti ambientali e sociali, molte investono sulla valorizzazione del capitale umano e la qualità dell’occupazione: tanto che il 45,3% – quasi una su due – è impegnata a offrire rapporti di lavoro stabili e a favorire la presenza di donne e giovani al suo interno.

Lo evidenzia la seconda edizione del Rapporto AGRIcoltura100, progetto pluriennale promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Innovation Team del Gruppo Cerved per valorizzare il contributo del settore al rilancio sostenibile dell’Italia.

La ricerca ha indagato l’impegno delle aziende agricole del Paese nei diversi ambiti della sostenibilità – E (Environment – ambientale), S (Social – sociale), G (Gestione – gestione dei rischi e delle relazioni), D (Development – qualità dello sviluppo) -, dedicando un focus specifico alla Campania. Numeri alla mano, quasi un’azienda agricola su due (47,3%) nella regione ha un livello generale di sostenibilità alto o medio alto.

Il maggiore impegno delle aziende agricole campane si conferma nella sostenibilità ambientale, con ad esempio un 53,3% che concentra importanti sforzi nel controllo e riduzione delle emissioni. Notevole anche l’impegno nella sostenibilità sociale: qui a farla da padrona sono soprattutto le iniziative a sostegno dei diritti e della conciliazione tra vita lavorativa e familiare (46,9%), dove le aziende locali spiccano sulla generalità di quelle italiane (37%). Discorso simile per la gestione dei rischi, dove ben il 60,6% si tutela con polizze assicurative specifiche e un ulteriore 64% è impegnato nella valorizzazione dei rapporti con la comunità locale (in Italia lo fa il 59,1%).

Ma è nella qualità dello sviluppo che emergono alcuni tra i dati più interessanti. Il 45,3% delle imprese regionali investe in un’importante qualità dell’occupazione, rispetto a una media italiana del 35,9%. Una quota non molto dissimile (39,8%) si è anche resa fortemente competitiva sul mercato, presidiando con efficacia i canali distributivi e integrando attività diverse da quelle primarie.

Questi aspetti sono complessivamente correlati al livello di sostenibilità: le imprese più sostenibili hanno anche la migliore qualità dell’occupazione e alti livelli di innovazione e competitività. In altre parole, conferma la seconda edizione del Rapporto, scaricabile dal sito www.agricoltura100.com, investendo in sostenibilità le imprese agricole generano un impatto positivo sull’ambiente e la società e insieme rafforzano il proprio business.

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