PNRR, Campania in affanno. Avellino corre da sola

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NAPOLI (Di Stefano Esposito) – Quasi 15 miliardi di euro di finanziamenti, ma appena il 16,8% delle risorse è legato a interventi già conclusi. L’Irpinia fa storia a sé: arriva al 33,9%. Napoli ferma al 18,5%.

Il PNRR in Campania ha due velocità. Una, piuttosto lenta, riguarda gran parte della regione. L’altra porta ad Avellino, dove i numeri raccontano una storia decisamente diversa.

A fotografare la situazione non sono stime o dichiarazioni politiche, ma il monitoraggio del Piano nazionale di ripresa e resilienza pubblicato il 28 luglio 2026 dai Servizi Studi di Camera e Senato.

In Campania risultano 53.201 progetti, ai quali sono associati finanziamenti per 14 miliardi e 998 milioni di euro. Ma soltanto il 16,8% delle risorse fa capo a progetti classificati come conclusi. L’83,2% è ancora associato a interventi in corso.

Ed è entrando nel dettaglio delle province che il quadro diventa ancora più interessante.

Avellino è nettamente davanti a tutti. In Irpinia il monitoraggio censisce 6.002 progetti, per poco più di 889 milioni di euro di finanziamenti. La quota delle risorse riferita a interventi conclusi raggiunge il 33,9%. Praticamente il doppio del dato complessivo campano.

Dietro Avellino c’è Salerno, ma a distanza: 24,8%, con 12.817 progetti e oltre 2,4 miliardi di euro di finanziamenti. Poco più sotto Caserta, al 24,4%, con 8.176 progetti e circa 1,75 miliardi.

Poi arriva Napoli.

Il capoluogo e la sua provincia concentrano, inevitabilmente, la mole maggiore degli interventi: 21.660 progetti e oltre 5,229 miliardi di euro di finanziamenti. Eppure la quota associata ai progetti conclusi si ferma al 18,5%. L’81,5% delle risorse resta legato a interventi ancora in corso.

Benevento registra il dato provinciale più basso: 18,1%, su 4.349 progetti e circa 881 milioni di euro.

C’è poi un numero che forse racconta meglio degli altri quanto lavoro resti ancora da fare. Per i 656 progetti che interessano tutte le province campane, e che valgono complessivamente quasi 3,83 miliardi di euro, la quota di finanziamenti associata a interventi conclusi è appena dell’1,8%. Il restante 98,2% riguarda progetti ancora in corso.

Il confronto con pochi mesi fa mostra, è vero, un’accelerazione. Nel monitoraggio di marzo la Campania era al 13,1%, mentre Avellino si attestava al 28,2%. A luglio la regione sale al 16,8% e l’Irpinia al 33,9%. Si procede, dunque. Ma il divario resta evidente.

Ed è proprio questo il dato politico e amministrativo che emerge dalla fotografia del PNRR campano: non basta contare quanti miliardi siano stati assegnati. La partita vera si gioca sulla capacità di trasformare quelle risorse in opere finite, servizi funzionanti e investimenti che producano effetti sul territorio.

Da questo punto di vista Avellino rappresenta oggi l’eccezione campana. Non perché abbia ricevuto più soldi – anzi, Napoli dispone di finanziamenti quasi sei volte superiori – ma perché presenta una quota di risorse associate a progetti conclusi sensibilmente maggiore rispetto alle altre province.

Il tempo, intanto, è diventato la variabile decisiva. Il PNRR è entrato nella sua fase finale e la Campania ha ancora una parte molto consistente del lavoro davanti.

Quindici miliardi sulla carta sono una grande occasione. Ma alla fine, come sempre, non conteranno soltanto i soldi ottenuti. Conterà ciò che con quei soldi sarà stato realmente fatto.

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