Tassa di soggiorno e variante urbanistica, Abbac: “Scelte che penalizzano turismo”

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L’ABBAC – Associazione Bed & Breakfast ed Affittacamere della Campania, con il presidente Agostino Ingenito, esprime profonda contrarietà alle recenti decisioni della Giunta Comunale di Napoli, guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, che riguardano sia l’aumento della tassa di soggiorno per il 2026 sia la proposta di variante urbanistica che rischia di introdurre nuove limitazioni per il comparto extralberghiero.

Secondo l’associazione che rappresenta migliaia di gestori di bed and breakfast, affittacamere, case vacanze e locazioni brevi, queste scelte rischiano di colpire uno dei principali motori dell’accoglienza turistica cittadina.

Tassa di soggiorno: aumento ingiustificato

L’Abbac ricorda di aver già espresso forti perplessità nel corso degli incontri con l’amministrazione comunale sulla decisione di aumentare ulteriormente l’imposta di soggiorno, proposta dall’assessore al bilancio Pier Paolo Baretta.

Per l’associazione, l’incremento di 1 euro a persona per notte rischia di rappresentare un ulteriore aggravio fiscale per il turismo, proprio in una fase delicata caratterizzata da incertezze economiche e tensioni geopolitiche che possono influenzare i flussi turistici internazionali.

“Il 2026 rischia di segnare un rallentamento dell’appeal turistico di Napoli – dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito – perché aumentare continuamente il costo del soggiorno significa rendere la città meno competitiva rispetto ad altre destinazioni culturali”.

Preoccupazione per la variante urbanistica

A destare forte allarme tra gli operatori è anche la prospettata variante urbanistica che, secondo Abbac, potrebbe introdurre nuove restrizioni per le attività extralberghiere, mettendo in discussione investimenti e attività avviate negli ultimi anni.

“Si tratta di un orientamento che appare fortemente penalizzante per migliaia di piccoli operatori – sottolinea Ingenito – che con grande impegno hanno contribuito a costruire un sistema di ospitalità diffusa che ha consentito a milioni di turisti di visitare Napoli”.
Secondo l’associazione, senza la rete di strutture extralberghiere, la città non avrebbe potuto sostenere l’enorme crescita dei flussi turistici registrata negli ultimi anni.

“Serve dialogo, non decisioni unilaterali”

L’Abbac ribadisce di aver sempre mantenuto un atteggiamento di collaborazione e rispetto istituzionale nei confronti dell’ente comunale, ma evidenzia come le ultime scelte siano state adottate senza una reale condivisione con il settore.

“Abbiamo sempre manifestato disponibilità al confronto – conclude Ingenito – ma oggi abbiamo la sensazione che si ascolti il comparto senza poi tenerne conto nelle decisioni finali”.

Assemblea straordinaria degli operatori

Alla luce di queste decisioni, l’associazione ha convocato un’assemblea straordinaria degli operatori extralberghieri, che si terrà sabato 14 marzo durante la Borsa Mediterranea del Turismo.

Nel corso dell’incontro verranno valutate iniziative e possibili azioni di mobilitazione per difendere il comparto e chiedere all’amministrazione comunale un confronto serio e strutturato sulle politiche turistiche della città.

“Il turismo non può essere trattato come un bancomat – conclude Ingenito – ma deve essere sostenuto con politiche condivise che tutelino lavoro, investimenti e accoglienza”.

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