tassa soggiorno

NAPOLI – Imposta di soggiorno, la Magistratura accerti i reati di peculato, come nel caso degli albergatori di Ischia che secondo la Guardia di Finanza, avrebbero omesso il versamento negli anni precedenti, sottraendosi al compito di agenti contabili, ma come per i casi di Sorrento, Salerno e Napoli e della Costiera Amalfitana e Cilento, gli enti locali diano conto della spendita di queste risorse e si procedi alla piena applicazione delle regole, accertando gli evasori e i tanti esercizi abusivi. Indagini siano effettuate anche per le aziende private incaricate dai Comuni di accertamento dell’imposta con l’acquisto di costosi software gestionali e personale assunto come sulla chiara destinazione degli importi incassati, autentici tesoretti gestiti da pochi.

L’ultimo emblematico caso della determina n°2 del 19 luglio scorso e pubblicata solo ieri a firma della Direzione Turismo del Comune di Napoli, che ha speso ben 100 mila euro per finanziare fondazioni e biblioteche e sinanche l’istituto italiano per la resistenza o per altrettanti fondi spesi per un sito internet mai pubblicato, sono la dimostrazione di una non chiara visione strategica dei fondi utilizzati.

Siamo ancora in attesa che l’Assessore Panini ci chiarisca le modalità in cui il Comune di Napoli introita la tassa di soggiorno derivante dall’accordo con Airbnb che a sua volta praticherebbe spesso sconti a chi prenota attraverso la sua piattaforma, generando delle difformità rispetto all’esazione imposta dai nostri gestori. Da alcuni mesi poi non riusciamo ad avere copia del contratto sottoscritto, né delle modalità di incasso da Airbnb che ricordiamo non ha stabile organizzazione in Italia ed ha un contenzioso in atto con lo Stato Italiano.

E come ancora per altri enti locali che utilizzano le imposte di soggiorno per pagare artisti e spettacoli stagionali sono la chiara dimostrazione di un uso distorto delle risorse ricavate dal versamento dei turisti e trasferite dagli operatori onesti alle casse dei Comuni. Piuttosto che dilapidare fondi importanti o sanzionare all’inverosimile gli operatori onesti che ritardano di qualche giorno il versamento dell’imposta come nel caso di Sorrento, gli enti locali diano risposte concrete con servizi efficienti di accoglienza per turisti e viaggiatori.

Indegna la mancanza di bagni pubblici, cartelli stradali e servizi minimi di accoglienza nelle stazioni e nei luoghi maggiormente frequentati dai viaggiatori. Se si aggiunge la percezione di mancata sicurezza e sinanche la mancata presenza di personale o macchinette per l’erogazione di ticket di viaggio, il risultato che se ne trae è assai deludente.

E’ quanto denuncia il presidente dell’Abbac Agostino Ingenito in merito ai reati penali che vanno perseguiti come avevamo sollecitato con controlli simili poi eseguiti anche a Salerno, e che portarono a casi assai clamorosi. Occorre che alla ripresa, in collaborazione con l’Osservatorio nazionale dell’Imposta di soggiorni, gli enti locali e il Governo chiarisca meglio la natura del tributo e la sua destinazione e si superi l’ipocrisia di taluni amministratori locali che lamentano mancanze di risorse per garantire i servizi minimi ai residenti temporanei e stabili e poi dilapidino le imposte di soggiorno con iniziative assai discutibili nella forma e nella sostanza.

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