Incontro in Piazza del Plebiscito questa sera per i tifosi del Napoli con una rappresentativa della squadra.
A sedersi nel salottino sangrese Contini, Giovane, Marianucci e Mazzocchi.
Oltre 200 le persone assiepate per sentire parlare gli azzurri, che hanno risposto anche ad alcune domande poste da diversi bambini presenti coi loro genitori.
Nikita contini ha voluto raccontare alla piazza i suoi quasi 18 anni in maglia azzurra: “Sono quasi 18 anni che faccio parte del Napoli ed è un privilegio ed un onore.
Essere diventato uno dei pilastri dello spogliatoio è un motivo di orgoglio, non posso che ringraziare la società e la squadra.
Cerco sempre di farmi trovare pronto negli allenamenti in campo e fuori dal campo per cercare di raggiungere gli obiettivi”.
Emozionato l’attaccante ex Verona Giovane che ha voluto chiarire una volta per tutte come si pronuncia il suo cognome: “E’ molto diverso in brasiliano dalla pronuncia italiana, giovane in Italia è un aggettivo e la pronuncia è diversa. La pronuncia corretta è Giovàne Però capisco se mi chiamano Giovane o Giò, so che è difficile per gli italiani la pronuncia”.
Uno dei più attesi e forse uno dei 4 che sicuramente resterà in maglia azzurra è Luca Marianucci che ha raccontato la differenza tra piazze come Empoli e Torino e Napoli: “Sicuramente le differenze sono molte, vengo da una squadra come l’Empoli, fare il passo da lì al Napoli è stato un grande passo. Però quei sei mesi mi sono serviti a crescere come uomo e come giocatore, allenarsi con dei campioni aiuta sicuramente a crescere”.
Acclamato dal pubblico e mattatore della serata Pasquale Mazzocchi che ha ricordato il suo ruolo di uomo spogliatoio: “Cerco di andare d’accordo con tutti, specialmente con gli stranieri provo a farli sentire a casa e gli faccio capire dove sono arrivati. Al di là della SSC Napoli, dobbiamo difendere una storia di una città che ha 2500 anni e gli faccio capire sempre da dove siamo arrivati, cerco di farli sentire a casa ed è una cosa che a noi tutti i napoletani riesce bene”.





