M. ha dodici anni e rispetto ai suoi compagni di classe, la II B di una scuola secondaria di I grado di Fuorigrotta, è un gigante, li sovrasta di una spanna. Ha una seria condizione di spettro autistico. Non parla ma quest’anno è molto più tranquillo e sorride molto di più, perché non si sente più escluso. Come gli era invece successo l’anno scorso, quando viveva ancora in una città del Nord Italia e un pomeriggio fu costretto a guardare dal balcone di casa i compagni di classe che festeggiavano nel cortile del villino attiguo un compleanno cui era stato l’unico non invitato.
Per mesi ha ripetuto ossessivamente “Forza Napoli”, innegiando alla sua squadra del cuore. Era la sua maniera per affermare di esistere, di avere una propria identità . Oggi M. è stato invece il protagonista di una festa, offertagli da un Club Lions perché celebrasse con i compagni di classe la fine dell’anno scolastico e del Progetto per l’inclusione anche nella vita extrascolastica “INVITAMI ALLA TUA FESTA DI COMPLEANNO”. Un Progetto durato mesi, promosso dal Lions Club “Napoli Cittadinanza Umanitaria” e cui ha collaborato “Cittadinanzattiva Napoli Ovest” e naturalmente la scuola, l’I.C. “78 Cariteo Italico”.
L’attività di sensibilizzazione svolta ad inizio d’anno in incontri formativi dagli esperti dei Lions e di Cittadinanzattiva e continuata dai docenti nel corso dell’anno scolastico ha cambiato la percezione che i suoi compagni avevano di lui e della disabilità . Quei compagni che ora non lo lasciano più solo e che hanno imparato grazie a lui la tolleranza. Come quella ragazzina che ieri M. ha colpito con uno schiaffetto sul braccio…forse perchè voleva la sua attenzione…Ma subito dopo lui ha preso quel braccio e l’ha baciato…e poi carezzato.
La manager della nota catena di fastfood non ha voluto che pagassi il conto: hanno desiderato offrire loro quella festa. Perché il bene è una catena.. Cui ieri è stato aggiunto un nuovo delicatissimo anello.





