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giovedì 1 Dicembre 2022

Da Napoli una risposta al razzismo: “‘O Pernacchio” (VIDEO)

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NAPOLI – (di Anna Calì) “Ce vo’ nu pernacchio. Il pernacchio classico è arte. Il pernacchio può essere di due specie: di testa e di petto. Nel caso nostro, li dobbiamo fondere: deve essere di testa e di petto, cioè di cervello e passione. Insomma, ‘o pernacchio che facciamo a questo signore deve significare: tu sì a schifezza ra schifezza, ra schifezza ra schifezza ‘e l’uommene! Mi spiego?”

È questa la risposta che dovrebbe arrivare dai tifosi del Napoli quando allo stadio si innalzano cori contro la città e contro i napoletani: un mega pernacchio! Esso dev’essere visto come una forma di protesta, una rivoluzione culturale contro il razzismo, di cui Napoli n’è vittima da anni, ormai.

È notizia di queste ore che su una nota piattaforma musicale, Spotify, risulta presente un brano indirizzato proprio contro Napoli e che nel giro di poche ore è diventato virale su tutte le principali piattaforme musicali. Anche in questo caso il tema predominante è il razzismo e la discriminazione territoriale che parecchie tifoserie hanno contro i napoletani. È inammissibile che su una piattaforma che raggiunge milioni di persone, anche minorenni dev’essere presente un testo del genere che non fa altro che generare odio. Un testo che ha delle parole agghiaccianti e, sicuramente sarà il prossimo inno che verrà cantato sugli spalti.

Contro i cori razzisti si sono schierati anche lo scrittore Maurizio De Giovanni e il Senatore Sandro Ruotolo che commentano così ciò che è accaduto sabato all’Olimpico contro la Lazio: “Non è cos’è nient. È come se fosse diventata una parola d’ordine negli stadi di mezz’Italia. Anche quando la squadra avversaria non è il Napoli partono i cori razzisti contro i Napoletani. Non è goliardia, non sono sfottò. È il sintomo di una malattia che c’è nel Paese e la politica, una certa politica, invece di prendere le distanze, la cavalca. Non sono sufficienti le multe per discriminazione territoriale. Non sono solo tifosi isolati che quando vengono identificati vanno cacciati a vita dagli stadi. Dobbiamo chiedere alle società di realizzare una campagna di prevenzione. Ma se i cori si dovessero ripetere bisognerà procedere anche alla penalizzazione in classifica. A furia di dire è cos’è niente rischiamo di diventare niente.”

Come poter non dare ragione’! Bisogna che qualcuno intervenga e anche urgentemente. È necessario che il Corecom l’Agicom e le stesse piattaforme provvedano a eliminare la canzone. Altresì è importante anche che il Ministro dello sport, Vezzali, il CONI e la Lega prendano seri provvedimenti contro questi atti di razzismo.

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