NAPOLI (Di Anna Calì) – Un rigore trasformato con freddezza glaciale da Højlund all’ultimo minuto regala al Napoli tre punti d’oro, permettendo agli azzurri di restare in scia scudetto. È stata una vittoria di sofferenza, fatta di cuore, anima e quella “cazzimma” che Antonio Conte pretende dai suoi uomini fino al centesimo secondo di gioco.
Nonostante il trionfo, resta l’amaro in bocca per una gestione difensiva rivedibile. Se volessimo essere onesti, i goal segnati dal Napoli oggi sono stati cinque: tre per sé e due regalati al Genoa.
Un Napoli in versione Babbo Natale ha deciso di fare doni inattesi ai rossoblù, propiziati da due errori gravi di Buongiorno.
Il difensore, che dovrebbe essere un muro, è apparso in modalità “buonanotte”, regalando prima il penalty a Malinovskyi e poi spalancando la strada a Colombo. Senza queste ingenuità, il Genoa non avrebbe probabilmente mai trovato la via della rete.
E pensare che il match era iniziato sotto i migliori auspici con i goal di Hojlund e McTominay. Proprio lo scozzese, però, è l’ombra su questa festa: uscito per un dolore al gluteo dopo aver stretto i denti per un problema alla caviglia, la sua assenza rischia di pesare tantissimo.
“Fra poco gioco io”, ha esclamato il tecnico leccese tra l’ironico e il disperato guardando la panchina.
Questa stagione sembra un cubo di Rubik: non appena si riesce a sistemare un lato della squadra, se ne perde un altro.
La perdita di lucidità dopo l’uscita di McTominay è stata evidente, così come l’inconcepibile leggerezza di Juan Jesus, che con una doppia ammonizione evitabile ha lasciato i compagni in dieci nel momento cruciale.
Il nuovo acquisto Giovane non ha avuto il tempo di incidere, sacrificato subito da Conte per inserire Olivera dopo l’espulsione, mentre il giovane Vergara è apparso ancora troppo acerbo per certi palcoscenici.
Il Napoli torna a casa con i tre punti, ed è vero che i napoletani sono “gente ‘e core”, ma regalare così tanto agli avversari è un lusso che chi punta allo scudetto non può permettersi. Buona la vittoria, meno la gestione dei nervi e dei regali sotto porta.
Ora testa al Como per la Coppa Italia!




