Il Napoli presenta la maglia del Centenario a bordo della MSC

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NAPOLI (Di Anna Calì) – Ci sono colori che non appartengono soltanto a una squadra, ma a un’intera città. L’azzurro del Napoli è uno di questi. Sulla maglia ritorna la figura di un cavallo, il richiamo al Corsiero del Sole, il primo simbolo del Club che da secoli, ormai, è l’emblema della passione e dell’indomabilità del popolo partenopeo.

È il colore del mare che accarezza il Golfo, del cielo limpido che si riflette sull’acqua, dell’orizzonte che ogni giorno unisce la città ai suoi sogni. È un azzurro che racconta identità, appartenenza e memoria.

Non poteva esserci, quindi, cornice più simbolica del mare per svelare la nuova maglia della stagione 2026/2027.

A bordo della MSC World Europa, il Napoli ha dato ufficialmente il via a un’annata destinata a entrare nella storia, quella che accompagnerà il club verso il traguardo più importante: i cento anni dalla sua fondazione.

Presente anche don Mimmo Battaglia che ha lanciato un bellissimo messaggio che va ad unire fede, calcio e passione. Il discorso di Don Battaglia è terminato poi con la benedizione della maglia, che, visto lo scorso anno com’è andato con gli infortuni, la città ne aveva proprio bisogno.

Non è soltanto la presentazione di una divisa, è l’inizio di un viaggio.

È un percorso che guarda al futuro senza dimenticare il passato, celebrando un secolo di emozioni, di campioni, di vittorie e di sconfitte, di rinascite e di appartenenza.

Cento anni durante i quali il Napoli è diventato molto più di una società calcistica: è diventato il simbolo di una città capace di riconoscersi in undici uomini in maglia azzurra.

La scelta della MSC forse non è poi così casuale: una nave rappresenta il viaggio, il coraggio di salpare verso nuovi orizzonti senza perdere il legame con il porto da cui tutto ha avuto inizio.

Ed è proprio questo il messaggio che il club sembra voler affidare alla nuova stagione: continuare a navigare verso traguardi sempre più ambiziosi, mantenendo saldo il rapporto con le proprie radici.

Ad aprire le danze di questa giornata è il messaggio del presidente De Laurentiis dove ha parlato delle celebrazioni dei 100 anni che partiranno il 1 agosto con una festa a piazza del Plebiscito, per poi proseguire in autunno con l’uscita del film. Quest’anno ci sarà anche una collaborazione con la Treccani. I festeggiamenti proseguiranno poi per tutto l’anno.

Un patron azzurro visibilmente commosso quando ha menzionato sua moglie, i figli e chi per anni ha lavorato e lavora ancora al suo fianco.

Nel suo lungo discorso ha ricordato anche tutti gli allenatori che hanno fatto parte del passato della SSC Napoli.

Presente anche il primo cittadino Manfredi che dichiara di essere disponibile a collaborare con la società in vista del nuovo stadio e il presidente della Regione Campania, Roberto Fico il quale dichiara di sentirsi molto rappresentato dalla squadra, essendo lui, un grandissimo tifoso del Napoli.

Quest’anno lo farà con un nuovo tecnico, Massimiliano Allegri, la cui presentazione è fissata per il giorno 14 al Teatro San Carlo.

La nuova maglia sembra quasi nascere dal mare. Le sue tonalità richiamano le acque profonde del Golfo di Napoli, quel celeste intenso che cambia con la luce del giorno ed e lo stesso celeste che si confonde con il cielo nelle giornate d’estate, quando il Vesuvio osserva silenzioso una città che vive di passione, di bellezza e di calcio.

Ed è impossibile parlare di cent’anni senza fermarsi a riflettere sul presente e su chi ha scritto uno dei capitoli più importanti della storia azzurra.

L’avvicinarsi del Centenario coincide infatti con quella che, prima o poi, sarà inevitabilmente la conclusione dell’era di Aurelio De Laurentiis. Nessuno sa quando accadrà, né se il presidente deciderà di cedere la società o di affidarla a una nuova guida. Ma è difficile immaginare che quel momento non rappresenti la fine di un ciclo destinato a rimanere nella memoria dei tifosi.

Quando nel 2004 rilevò il Napoli dopo il fallimento, la società ripartiva dalla Serie C. In poco più di vent’anni il club è tornato stabilmente ai vertici del calcio italiano, ha riconquistato la scena europea, ha costruito una solidità economica spesso presa a modello e ha riportato sotto il cielo di Napoli lo Scudetto che mancava da oltre trent’anni, aprendone poi un altro capitolo con la conferma ai vertici del calcio nazionale

. Un percorso fatto di programmazione, intuizioni e scelte che hanno restituito prestigio a una delle piazze più importanti del calcio mondiale.

E allora viene naturale pensare a Cient’anne, il brano di Gigi D’Alessio insieme a Mario Merola, un omaggio alla città e a uno dei suoi più grandi interpreti. «No, senz’e te fernesce Napule» non è soltanto un verso, ma il racconto del vuoto che lascia chi diventa parte dell’anima di una comunità.

Con le dovute proporzioni, quella frase sembra evocare anche il rapporto tra De Laurentiis e il Napoli.

Nessuno è eterno e nessuno è più grande della storia di un club che attraversa generazioni. Il Napoli continuerà a vivere anche quando cambieranno presidenti, allenatori e calciatori.

Ma è altrettanto vero che il giorno in cui De Laurentiis lascerà il timone si chiuderà una delle pagine più importanti della storia azzurra, quella che ha riportato il club dall’incubo del fallimento ai vertici del calcio italiano ed europeo.

Forse è anche questo il significato più profondo della presentazione della nuova maglia sul mare. Le onde raccontano partenze e ritorni. Ogni viaggio ha un inizio e una destinazione, ma il mare resta sempre lo stesso, come resta immutato il legame tra Napoli e il suo popolo.

La maglia del Centenario non veste soltanto una squadra, ma una città intera. È la seconda pelle dei tifosi che da oggi potranno acquistare una delle prime maglie, visto che la stessa Valentina ha dichiarato che solo quest’anno usciranno 10 maglie.

Oggi sarà possibile farlo in tutti gli store e con una grande novità: aperti fino alle 22.

Porta con sé il blu del mare, quello del cielo e cento anni di storia.

Una storia che continua a navigare, con lo sguardo rivolto all’orizzonte, sapendo che ogni grande viaggio lascia un’eredità e apre sempre la rotta verso un nuovo capitolo.

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