RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO QUANTO PERVENUTO DAL NAPOLI CLUB UDINE PARTENOPEA
IL TIFO NON È UNO SFOGO. È APPARTENENZA.
C’è una parte della tifoseria del Napoli che sembra aspettare soltanto la prima difficoltà per trasformare la propria delusione in un processo permanente.
Contro la società.
Contro l’allenatore.
Contro i giocatori.
Bastano alcune partite storte, prestazioni meno convincenti, un periodo oggettivamente complicato o qualche risultato che non arriva, ed ecco partire sentenze, accuse, insulti e profezie di sventura.
Il paradosso è che tutto questo viene spesso definito “critica costruttiva”.
Ma la critica è costruttiva quando analizza, argomenta, propone. Quando invece diventa una valanga quotidiana di negatività, di sospetti e di attacchi personali, non costruisce nulla.
Al contrario: aumenta la pressione, alimenta le tensioni, avvelena l’ambiente e rende ancora più difficile il lavoro di chi, proprio in quel momento, avrebbe bisogno delle condizioni migliori per rialzarsi.
E allora la domanda è semplice: che cosa dovrebbe fare un tifoso quando la propria squadra attraversa un momento difficile?
Scaricarle addosso la propria frustrazione oppure starle vicino?
Perché è troppo facile cantare, applaudire e dichiararsi innamorati quando si vince.
Il vero senso dell’appartenenza emerge soprattutto quando le cose non vanno come vorremmo.
Il tifoso non è il direttore sportivo.
Non è l’allenatore.
Non deve fare il mercato, scegliere la formazione o spiegare ogni mattina a professionisti del calcio come dovrebbero svolgere il proprio mestiere.
Può certamente avere un’opinione. Può discutere, dissentire, criticare. Ci mancherebbe altro.
Ma esiste una differenza enorme tra esercitare il proprio diritto di critica e trasformare ogni difficoltà in una resa dei conti.
Il tifoso possiede qualcosa di meraviglioso che nessun dirigente, allenatore o calciatore potrà mai vivere nello stesso modo: l’amore per una maglia senza doverne ricavare nulla in cambio.
E allora impariamo anche a godercela, questa maglia.
Impariamo ad apprezzare ciò che abbiamo, invece di vivere ogni stagione pensando esclusivamente a ciò che manca.
Ci sono tifosi che hanno aspettato una vita intera per una vittoria, per un’emozione, per una notte capace di entrare nella storia.
E penso inevitabilmente al mio povero babbo e a mio nonno, napoletani e tifosissimi del Napoli, che purtroppo non hanno avuto la possibilità di vivere le grandi gioie che sarebbero arrivate dopo.
Quando il Napoli conquistò il primo scudetto con Maradona, sui muri fuori dal cimitero di Napoli comparve una frase diventata indimenticabile:
“Che vi siete persi…”
Poche parole, ma dentro c’era un mondo.
Perché quelle generazioni avevano aspettato, sofferto, sperato e amato il Napoli senza avere bisogno di uno scudetto per sentirsi napoletane e tifose.
Avevano comunque amato quella maglia. Forse proprio per questo, ancora più profondamente.
Ed è anche pensando a loro che io mi considero un tifoso fortunato. Anzi, privilegiato.
Ho potuto vedere il Napoli vincere.
Ho potuto vivere notti che altri hanno soltanto sognato.
Ho potuto festeggiare successi che per generazioni sono sembrati irraggiungibili.
Per questo faccio fatica a comprendere un modo di vivere il tifo nel quale sembra che nulla sia mai abbastanza.
Io appartengo a quella categoria di tifosi che accompagna la propria squadra e prova felicità anche semplicemente nel vedere entrare la maglia Azzurra in campo.
Forse dovremmo recuperare un po’ di quello spirito.
Perché essere tifosi non significa pretendere che la propria squadra ci renda felici ogni domenica.
Significa esserci anche quando, per una volta, è la squadra ad avere bisogno di noi.
Il Napoli non ha bisogno di un ambiente che, alla prima difficoltà, si trasformi in un tribunale permanente.
Viviamo nell’epoca dei social network, dove ogni partita viene immediatamente sezionata, ogni errore amplificato, ogni scelta trasformata in un caso.
Facebook, Instagram, X, televisioni, radio, gruppi e chat si riempiono in poche ore di accuse, sarcasmo, veleni e giudizi definitivi.
E non commettiamo l’errore di pensare che tutto questo rimanga chiuso dentro i nostri telefoni.
I calciatori leggono.
Vedono.
Ascoltano.
Sono professionisti, certo. Sono pagati per affrontare pressioni enormi. Ma sono anche uomini.
E nei momenti difficili un ambiente può diventare un peso oppure una forza.
Napoli, nella sua storia, ha dimostrato mille volte di poter essere una forza straordinaria.
È questo che dovremmo ricordare.
Amare non significa essere ciechi.
Essere tifosi non significa approvare qualsiasi decisione.
Significa però comprendere quando è il momento di analizzare e quando è il momento di stringersi intorno alla squadra.
Le analisi verranno.
Le valutazioni verranno.
E arriveranno anche le decisioni.
Quelle spettano soprattutto a chi ha responsabilità, competenze e informazioni per assumerle.
A noi rimane un privilegio infinitamente più semplice e, forse proprio per questo, più bello:
guardare quella maglia azzurra entrare in campo e sentire che, in qualche modo, è un pezzo della nostra vita.
Perché vincere è bellissimo.
Ma essere del Napoli deve significare qualcosa anche quando non si vince.
So perfettamente che questo pensiero verrà contestato. Qualcuno dirà che il vero tifoso deve protestare, pretendere, criticare. Falso!
Ma io ho spalle larghe per sopportare ed infischiarmi dei loro egoistici concetti. Facciano pure come credono.
Io continuerò semplicemente a pensarla in maniera diversa e a dirlo con la stessa fermezza con cui rispetto chi non è d’accordo.
Per me il tifo resta prima di tutto questo: appartenenza, vicinanza, passione e fedeltà.
Non un diritto alla vittoria.
Non una pretesa di felicità settimanale.
Non uno sfogatoio per le nostre frustrazioni.
Io continuerò a sostenere il Napoli.
Con rispetto.
Con educazione.
Con spirito critico, quando necessario.
Ma soprattutto con amore.
Forza Napoli Sempre.
E forse soprattutto quando è più difficile dirlo. 💙
Pietrangelo Chierchia
Presidente Onorario Napoli Club Udine Partenopea
Presidente Onorario e Segretario UANM – Unione Azzurra Nel Mondo





