NAPOLI (Di Stefano Esposito) – Continua il tour dei club Napoli sparsi in tutto il mondo. Napoli, come diciamo spesso, è dappertutto perché Napoli è un sentimento che è nei cuori di tutti.
Quest’oggi abbiamo il piacere di intervistare il Club Napoli Madrid, nel posto più “Blanco” della Spagna e, attraverso loro, possiamo testare il sentimento di napoletanità all’estero.
Cominciamo dalle origini: quando e come è nato il Club Napoli Madrid? Cosa ha spinto un gruppo di tifosi a fondare questo punto di riferimento partenopeo nella capitale spagnola?
“Il club Napoli Madrid nasce esattamente l’anno dello scudetto (2023) non sulle ali dell’entusiasmo ma durante la prima parte del campionato, quando Ciro Cannetiello, Francesco Scudieri e Roberto la Sala decidono, fortunatamente di dare vita a quest’anima azzurra qui a Madrid. Io personalmente mi ero trasferito da pochi mesi nella capitale spagnola e cercavo un posto per seguire gli azzurri, in compagnia. Quello che si è creato dopo è davvero una storia da sogno. Siamo cresciuti in numero, siamo diventati tutti amici, abbiamo cambiato diversi bar prima di trovare la nostra sede. E senza nessuna speranza al riguardo abbiamo vissuto un altro scudetto”.
Quanto è stato importante il legame con Napoli nella vostra storia? C’è un aneddoto che racconta bene quanto la città natale resti centrale, anche vivendo lontano?
“Il nostro motto, nonché uno dei cori che più spesso cantiamo è “Siamo figli del Vesuvio”; ognuno di noi porta Napoli ed il Napoli dentro; è centrale nelle nostre chiacchiere da bar tanto il calcio quanto l’amore per la città; Spesso organizziamo delle trasferte che per noi non sono trasferte per tornare da Madrid a Napoli e goderci una partita al Maradona. Napoli è l’elemento chiave che ci accomuna, la nostra essenza. Quando al bar Santa fe cantiamo il “nostro coro” molto spesso i vicini richiamo il titolare del bar, il caro Mattia, per schiamazzi. Siamo stati ripresi più volte ma per noi è impossibile guardare la partita in silenzio, trasformiamo quel bar nella curva B”.
Chi sono i membri del club oggi? Si tratta solo di napoletani emigrati o ci sono anche madrileni “convertiti” al tifo azzurro?
“Abbiamo degli amici spagnoli che simpatizzano per il Napoli in quanto gli risulta folkloristico e divertente vederci così allegramente agitati durante le partite. Ma lo zoccolo d’uro del club è fondato interamente da napoletani. Agli spagnoli, si sono aggiunti spesso ragazzi e ragazze argentini/e, inutile credo spiegare il perché; il legame con Maradona ci rende un unico popolo”.
Come vivete le partite del Napoli a Madrid? Raccontateci l’atmosfera, i rituali, e se ci sono dei veri e propri luoghi “sacri” dove vi ritrovate.
“Quando arriviamo al bar Santa fe la prima cosa che facciamo è riempire il bar di bandiere del Napoli, quelle storiche ma anche quelle che abbiamo creato noi in questi anni; posizioniamo il megafono (si abbiamo anche un megafono come se fossimo in curva), schieriamo le sedie e soltanto dopo tutto questo ci concediamo una cerveza. La piazza dove si trova il nostro bar di fiducia sembra un qualsiasi angolo di Fuorigrotta; Impossibile non riconoscerci, siamo tutti azzurri!”
Uno dei momenti più emozionanti: dove vi trovavate quando il Napoli ha vinto il terzo e quarto Scudetto e come avete festeggiato lì a Madrid?
“Un aneddoto divertente è stato scoprire che una delle nostre più amate fan, anche lei di Napoli, ci ha comunicato la data del suo matrimonio; Quella data era esattamente la stessa dell’ultima partita di campionato. “Angela se mi leggi, perdonaci”… Abbiamo disertato in massa il matrimonio per tornare tutti a Napoli. I fondatori tutti sono tornati in città spendendo centinaia di euro per biglietti aerei. Qualcuno è rimasto a Madrid ed è riuscito a colorare d’azzurro la famosa Plaza Sol, centro della città spagnola”.
Avete creato collegamenti diretti con il club ufficiale a Napoli? Vi sentite riconosciuti come parte della grande famiglia SSC Napoli?
“Ci sentiamo sicuramente parte della grande famiglia della SSC Napoli ma purtroppo non si riconoscono ancora ufficialmente i club sparsi per il mondo. La crescita della squadra ci fa ben sperare che questo passo prima o poi sarà fatto. Napoli ha più napoletani all’estero che in patria, sarebbe una follia dimenticare gran parte dei partenopei che purtroppo per motivi vari hanno dovuto abbandonare Partenope”.
Oltre al calcio, portate avanti anche iniziative culturali o sociali? Ci sono attività o eventi in cui il Club Napoli Madrid ha lasciato il segno?
“Quest’anno ci siamo spesi per tanti eventi, innanzitutto la DANA che in qualità di spagnoli “adottivi” ci ha davvero sconvolto. Abbiamo fatto quello che tutti avrebbero fatto: raccolto fondi, beni di prima necessità e attrezzatura per spalare fango. Ciro uno dei fondatori del nostro club si è speso tanto, andando direttamente sul posto. Mentre ogni anno abbiamo la nostra cara coppa Maradona, una celebrazione per Diego con i club delle squadre argentine presenti sul suolo spagnolo”.
Che rapporto avete con gli altri club Napoli sparsi per il mondo? Collaborate, vi sentite in rete, o magari organizzate incontri internazionali?
“In quanto napoletani siamo fratelli, ovunque nel mondo; la nostra cultura ci caratterizza e la nostra fede è oramai conosciuta ovunque. Abbiamo ottimi rapporti con tutti”.
Guardando al futuro, quali sono i sogni del Club? C’è un obiettivo che vi entusiasma particolarmente per i prossimi anni?
“Un obiettivo che ci entusiasma sarà trovare una sede fisica tutta nostra, ma soprattutto il riconoscimento da parte della SSC Napoli calcio. Arriveremo a tutto e faremo grandi cose”.
E infine, un messaggio ai tifosi partenopei in ogni angolo del mondo: cosa significa per voi “essere del Napoli” vivendo fuori dall’Italia?
“Napoli ha vissuto anni difficili, anni di esodi di giovani ragazzi e ragazze che si sono trovati costretti ad emigrare; è la nostra storia, lo sappiamo. Ma Napoli è l’unica città europea ad avere un’anima ancora legata al passato, alle nostre radici; Il Napoli si tramanda di padre in figlio, sembra quasi un credo religioso. I veri napoletani non sono quelli che vivono strettamente la città, ma quelli che la amano e la rispettano, ovunque! FORZA NAPOLI SEMPRE”
Francesco Fusi (giornalista Forbes, del club Napoli Madrid)






