NAPOLI (Di Anna Calì) – La vicenda che coinvolge Romelu Lukaku e SSC Napoli segna un nuovo e pesante capitolo all’interno di una stagione già complessa per il club azzurro.
L’attaccante belga, atteso oggi entro le 11.30 a Castel Volturno per la ripresa degli allenamenti, ha deciso invece di rimanere in Belgio per proseguire le cure personali, comunicando ieri alla società la propria intenzione.
La terapia in Belgio dovrebbe durare dieci giorni.
Una decisione che il Napoli non ha accettato. Il club aveva fissato un ultimatum chiaro, si aspettava il rientro del calciatore in gruppo in vista della ripresa della preparazione.
Ma la risposta è stata negativa: Lukaku ha scelto di non presentarsi, andando di fatto contro le indicazioni della società.
Alla ripresa ufficiale degli allenamenti, l’assenza dell’attaccante ha sancito una frattura ormai evidente. La dirigenza ha reagito con fermezza, decidendo di escludere il giocatore dalla rosa fino al termine della stagione. Una scelta drastica, ma ritenuta necessaria per ristabilire ordine e disciplina all’interno dello spogliatoio.
Non era certo questo lo scenario che il Napoli avrebbe voluto affrontare in un momento cruciale della stagione.
In un’annata già segnata da difficoltà tecniche e risultati altalenanti, la presenza di un profilo esperto e di livello internazionale come Lukaku avrebbe potuto rappresentare una risorsa importante, sia come titolare che come alternativa a gara in corso.
La sua esperienza lo avrebbe reso una pedina preziosa nelle rotazioni, soprattutto in una fase in cui la squadra aveva bisogno di solidità e soluzioni offensive affidabili. La sua assenza, invece, rischia ora di complicare ulteriormente le scelte tattiche e gestionali dell’allenatore.
La posizione assunta dal Napoli appare chiara: non sono tollerabili comportamenti che vadano oltre le direttive del club.
La decisione di mettere Lukaku fuori rosa fino al termine della stagione rappresenta un segnale forte.
In un contesto professionistico, il rispetto delle regole interne e degli impegni presi è considerato imprescindibile. La scelta dell’attaccante di rimanere in Belgio, seppur motivata da esigenze personali legate alla salute, non è stata condivisa dalla società, che ha interpretato il gesto come una mancanza di adesione alle proprie richieste operative.
Al momento, lo scenario appare compromesso. La distanza tra le parti sembra difficilmente colmabile nel breve periodo, e la decisione di escludere Lukaku dalla rosa fino a fine stagione certifica una rottura netta.
Per il Napoli si tratta di una situazione che aggiunge ulteriori complessità a un’annata già non semplice, mentre per il giocatore si apre una fase di isolamento sportivo che potrebbe avere ripercussioni anche sul suo futuro.
Quel che è certo è che episodi di questo tipo, in un contesto professionale di alto livello, difficilmente trovano giustificazioni.
La gestione dei rapporti tra club e calciatori richiede equilibrio, rispetto e condivisione: elementi che, in questo caso, sembrano essersi irrimediabilmente incrinati.
NOTA DEL SSC NAPOLI





