McTominay, il mercato e l’adattamento antropologico

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NAPOLI (Di Stefano Esposito) – Le indiscrezioni che accostano Scott McTominay al Real Madrid continuano ad alimentare il dibattito tra i tifosi. Al momento si tratta soltanto di voci, nulla di concreto o definito. Ma proprio queste voci offrono l’occasione per riflettere su qualcosa che va oltre il mercato.

Quando arrivò a Napoli, McTominay disse una frase semplice: non era venuto per fare fotografie, ma per vincere. Non era una battuta preparata per conquistare i tifosi. Era una dichiarazione d’intenti. E oggi, dopo una stagione straordinaria culminata con il quarto scudetto, quelle parole assumono un significato ancora più profondo.

Lo scozzese era già un professionista affermato, ma Napoli sembra averlo trasformato. Lo si vede nello sguardo, nella personalità, nella sicurezza con cui affronta ogni partita. Ha assorbito il carattere di una città che pretende coraggio e responsabilità. Allo stesso tempo, però, ha lasciato qualcosa di suo: disciplina, cultura del lavoro, serietà professionale e una determinazione che ha contagiato l’intero ambiente.

Le sue rovesciate raccontano perfettamente questa fusione tra estetica ed efficacia. Con la Scozia sono da anni una delle sue specialità. A Napoli sono diventate un simbolo. Da quella sfiorata contro il Milan alla storica conclusione del 23 maggio che contribuì alla conquista dello scudetto, non sono mai state esibizioni fine a sé stesse, ma gesti tecnici al servizio della squadra.

Eppure, forse, il punto non è nemmeno questo.

Il punto è che a Napoli, ogni tanto, nasce qualcosa che il calcio moderno fatica a spiegare. Qualcosa che va oltre i contratti, gli stipendi e le trattative. Qualcosa che assomiglia all’Amore, con la A maiuscola.

Lo stesso amore che la città continua a provare per Diego Maradona. Lo stesso che lega ancora oggi Napoli a campioni come Roberto Pampa Sosa, Dries Mertens, che ha scelto di mantenere la sua casa qui, Ezequiel Lavezzi, Edinson Cavani e Khvicha Kvaratskhelia, che recentemente, alla domanda su cosa ricordasse maggiormente dell’Italia, ha risposto con due parole semplici: “Forza Napoli”.

Sono legami che resistono al tempo, alle distanze e perfino ai trasferimenti.

Per questo, qualunque sarà il futuro di McTominay, Napoli può guardarlo con serenità. Perché se dovesse restare, come tutti si augurano, continuerebbe una storia bellissima. Se invece un giorno le strade dovessero separarsi, resterebbe qualcosa che nessuna società può acquistare e nessun contratto può cancellare.

Resterebbe il legame.

Resterebbe il ricordo.

Resterebbe l’Amore.

Perché i grandi calciatori passano. I simboli restano. E quando Napoli sceglie di amare qualcuno, non lo lascia andare mai davvero.

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