NAPOLI – “Quella in casa del Real Madrid campione in carica sarà una partita speciale per tutto il popolo napoletano”. Ma forse ancora di più per José María Callejón che, come spiega a UEFA.com, al Bernabéu è diventato: “l’uomo e il giocatore che sono adesso”.

Cresciuto a Motril, città andalusa da 60.000 abitanti, giocava con il Costa Tropical quando fu notato – e chiamato – dal Real Madrid, proprio quella che era la sua squadra del cuore. Parliamo con l’attaccante del Napoli a pochi giorni dal ritorno in quello che è stato per molti anni il suo stadio.

Sugli idoli quando è arrivato al Real…
Mi ricordo Luís Figo, era uno dei giocatori che mi piaceva di più. Poi, due o tre anni dopo è arrivato Ronaldo [il brasiliano] e sicuramente lui era un giocatore che tutti guardavamo in continuazione. Eravamo dei ragazzi che volevano sempre giocare e imparare, e avevamo tanti idoli.

L’esperienza all’Espanyol…
Ho lasciato il Castilla [Real Madrid B] quando avevo 21 anni per passare all’Espanyol, una squadra di prima divisione che aveva tanta fiducia in me. Volevo giocare, farmi le ossa, fare più partite possibile.Poi dopo una partita tra Espanyol e Real Madrid, [José] Mourinho è venuto da me e mi ha chiesto se volevo tornare al Real Madrid. Sono scoppiato a ridere perché pensavo stesse scherzando, Non ci potevo credere, ma poi qualche mese più tardi mi hanno chiamato. E’ stato grazie a Mourinho che sono tornato.

… e il ritorno a Madrid

E’ una sensazione unica, specialmente perché tifavo il Real Madrid sin da quando ero ragazzino. Era il club che sognavo, che guardavo sempre in TV e per cui mi immaginavo di giocare. Tornare è stato speciale. Sentivo il sostegno di compagni e tifosi, sono stati due anni speciali.

Sono tornato a Madrid sperando di giocare il più possibile ma anche sapendo che non sarebbe stato facile con quei giocatori in rosa. Quindi ho cercato solo di sfruttare al meglio ogni occasione che mi capitava. Ogni volta che scendevo in campo davo tutto per il club che amavo, era un sogno che si stava realizzando dopo tutto.

Il Real e la Champions
La Champions League è un’ossessione per il Real Madrid, la competizione più importante di tutte: l’hanno vinta 11 volte e i numeri non mentono. Le partite al Bernabéu in questa competizione sono un’esperienza davvero speciale.

La chiamata del Napoli
Onestamente ero felice al Real Madrid. Forse non giocavo quanto sperassi, ma comuque ero coinvolto. Poi mi ha chiamato Rafa Benítez e mi ha convinto che qui avrei avuto più chance di giocare con regolarità.

E qui è stato tutto meraviglioso sin dal primo giorno. I tifosi mi hanno sostenuto da subito, e io ho sempre cercato di ripagarli dando tutto. Stiamo crescendo. Abbiamo tanti giovani con un futuro promettente e abbiamo fatto tante cose buone negli ultimi anni, adesso dobbiamo passare al livello successivo e diventare una delle migliori squadre in Europa. Questo è il nostro percorso.

I tifosi che gridano il suo nome
Sì, si sente bene. Quando annunciano la formazione, noi siamo negli spogliatoi ma lo sentiamo benissimo. E anche quando segni, i tifosi gridano il tuo nome. Queste cose sono uniche qui. I tifosi sono davvero il nostro dodicesimo uomo in campo. Ci seguono in tantissimi anche in trasferta.

La fase a gironi
Abbiamo fatto molto bene nella fase a gironi, vincendo anche in campi difficili e ottenendo undici punti. Avevamo fiducia di poter passare e ci siamo riusciti. Abbiamo giocato davvero bene alcune partite. L’ultima contro il Benfica l’abbiamo affrontata come una finale. Siamo scesi in campo per vincere e ci siamo riuscit.

La sfida al Real
Ci stiamo preparando al meglio perchè vogliamo ottenere qualcosa di grande, ma sappiamo che non sarà facile contro i campioni in carica. Tornare al Bernabéu sarà speciale perché lo considero la mia casa e sarò sempre grato al Real Madrid, la squadra che mi ha trasformato nell’uomo e nel calciatore che sono adesso.

Sarà emozionante anche perché ci saranno tante persone della mia famiglia e tanti amici sugli spalti, ma soprattutto perché voglio fare del mio meglio per difendere i colori della mia squadra attuale, il Napoli. Dovremo giocare con personalità e determinazione e non dimenticarci che c’è anche una gara di ritorno. Serve fiducia, possiamo fare bene.

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