6.3 C
Napoli

Spalletti, il panettone te l’offre Napoli!

-

NAPOLI (Di Anna Calì) – È il raddoppio glaciale del gigante danese biondo, Rasmus Højlund, a regalare una vittoria strepitosa e tre punti di capitale importanza alla squadra di Antonio Conte.

Al fischio finale, il Ciuccio trionfa 2-1 sulla zebra, e, momentaneamente sale in testa a quota 31 punti, in attesa della partita del Milan.

Il secondo goal, fa esplodere il Maradona in una vera e propria bolgia. Non è un semplice boato, ma un tuono liberatorio che squarcia il cielo di Fuorigrotta, intonando tutti i cori classici che accompagnano l’epopea azzurra. Gli spalti sono un muro di fede, e la loro promessa è chiara: finché ci saranno loro a incitare, i ragazzi in campo non molleranno mai.

​La sfida con la Juventus è da sempre, la gara chiave, la madre di tutte le battaglie sportive, ma questa sera il match aveva un peso specifico differente, un carico emotivo che trascendeva la classifica.

​Il fattore cruciale era il ritorno di Luciano Spalletti. L’allenatore che ha riportato lo Scudetto in città dopo 33 anni, che si è tatuato sulla pelle i colori del Tricolore, e che aveva promesso di dedicarsi unicamente alla figlia dopo l’impresa, è tornato. E lo ha fatto sulla panchina della Juventus, la squadra rivale per antonomasia.

​Vincere questa sera era una questione di orgoglio, di principio e di ristabilire la gerarchia emotiva del tifo. È un calcio dato alla retorica, una dimostrazione che la passione di questa città non è moneta di scambio per ambizioni altrui.

​E mentre la squadra azzurra celebrava, chissà che effetto avrà fatto a Luciano Spalletti quel Maradona vestito a festa, vibrante di passione, quel “calore” strano e familiare che ti invade e che, una volta provato in quella curva, difficilmente ti lascerà. Il boato della vittoria è stato il modo con cui la città ha ricordato cosa significhi effettivamente essere il Napoli.

Questa sera lo possiamo affermare ad alta voce: c’è un Napoli prima del Bologna e uno dopo quella partita.

La tattica di Conte dovrebbe essere vista come la metafora della nostra vita: prenderci una pausa, staccare la spina per un po’, riordinare le idee e ripartire da zero con una lucidità mentale diversa e con una nuova carica. Ed è quello che è accaduto alla squadra del Napoli.

E, allora, sia benedetta quella sconfitta con il Bologna che ha dato lo sprint giusto.

Un Napoli che ha dominato in lungo e in largo, la Juventus non è mai stata pronta, che ha trovato il goal di Yildiz per mera fortuna, su una sola azione fatta.

Il Napoli meritava di vincere e, poteva osare ancor di più, se solo avesse avuto la lucidità di finalizzare nei passaggi finali.

Il gruppo c’è ed è bello compatto.

Neres, migliore in campo insieme al muro scozzese Mc Tominay.

Uomo partito anche Savic che ha salvato il risultato sull’azione finale della Juventus.

Le squadre indietro, in questa giornata si sono fermate ed era necessario questa sera andare avanti.

Ci siamo. Nonostante gli infortuni e le innumerevoli assenze.

A mani basse e con l’umiltà che ci contraddistingue, il Napoli è strafavorito per lo Scudetto, considerando anche che nel 2026 rientreranno tutti gli infortunati e ci saranno dei nuovi acquisti, di cui, uno certo, Mainoo.

Ora testa alla partita di mercoledì di Champions e poi si vola ad Udine!

Vuoi pubblicare i contenuti di Napoli Village.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito? Contattaci all'indirizzo redazione@napolivillage.com

0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x