Il Viminale ha deciso: trasferte vietate per i tifosi del Napoli e della Lazio fino a giugno 2026. La “stangata” del Ministro Piantedosi arriva dopo i violenti scontri avvenuti domenica scorsa sull’Autosole, nei pressi di Frosinone, tra la tifoseria azzurra diretta a Torino e quella biancoceleste di ritorno da Lecce.
La decisione segna una svolta durissima nella gestione dell’ordine pubblico: per i sostenitori partenopei lo stop inizierà ufficialmente dalla gara contro il Genoa, annullando di fatto lo storico gemellaggio previsto sugli spalti.
Le immagini al vaglio delle questure di Frosinone, Roma, Torino e Napoli mostrano scene di ordinaria follia tra Ceprano e Frosinone. Gruppi di ultras incappucciati hanno bloccato la carreggiata armati di sassi, cinghie, aste di bandiere e spranghe.
Le indagini, condotte anche attraverso le telecamere di Autostrade per l’Italia, hanno portato all’identificazione di 420 tifosi. Molti di loro riceveranno il Daspo, mentre altri saranno denunciati per rissa aggravata e possesso di armi improprie. Durante le perquisizioni ai tifosi laziali sono stati sequestrati persino asce e un machete, a testimonianza di un agguato pianificato contro i sostenitori napoletani.
Il provvedimento del Ministero dell’Interno impedirà ai tifosi residenti in Campania di seguire la squadra in sei match cruciali per la corsa Champions/Scudetto. Ecco le trasferte blindate:
-
Genoa
-
Atalanta (Bergamo)
-
Hellas Verona
-
Cagliari
-
Parma
-
Como
Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha espresso ferma condanna per l’accaduto, definendo gli scontri come “vera e propria delinquenza”.
“Non possiamo accettare che la gente si incontri in autostrada per picchiarsi. È una vergogna. Dispiace per i tifosi virtuosi che vengono penalizzati per colpa di pochi, ma non si può far finta di nulla.”
Il Viminale e l’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive stanno studiando una rivoluzione per la prossima stagione. L’obiettivo è eliminare le “trasferte selvagge” a bordo di van privati e gruppi frammentati.
Il piano prevede che i viaggi organizzati avvengano solo tramite canali autorizzati e geolocalizzabili, con una maggiore corresponsabilità delle società di calcio. Un modello simile a quello già sperimentato in contesti internazionali (come la sospensione di Schengen per Eintracht e le “aree rosse” a Eindhoven) potrebbe diventare la norma per il calcio italiano.





