NAPOLI (Di Stefano Esposito) – Continuano le interviste ai club Napoli sparsi in tutto il mondo. Anche al fine di stemperare la lunga attesa che separa questi giorni dall’ultima di campionato, abbiamo intervistato il Club Napoli Parigi. Un legame, quello tra le due città, Napoli e Parigi che va oltre la storia e che adesso si tinge d’azzurro. Ma vediamo in che termini oggi questo legame può dirsi altresì significativo. Il club è nato nel 2018 e si riunisce al Belushi’s Gare du Nord.
Qual è stata la svolta tattica di Antonio Conte che ha permesso al Napoli di arrivare a un passo dal sogno?
“La capacità di adattamento tattico. È partito dal suo modulo, il 3-5-2, poi con gli acquisti di fine agosto ha provato a rispolverare il 4-2-4 che usava a Bari, poi ha capito che questa squadra doveva giocare 4-3-3. A causa degli infortuni é stato costretto a cambiare di nuovo e si é inventato un 4-4-2 asimmetrico col quale sta arrivando alla fine del campionato.. Una masterclass!”
Qual è il giocatore che più ha incarnato lo spirito vincente del Napoli quest’anno?
“Buongiorno, con la sua sicurezza e la sua intelligenza, Mc Tominay, con la sua forza ed il suo ardore, Lukaku, con la sua leadership”.
Quanto è cresciuto il Napoli sotto la guida di Conte rispetto alla stagione precedente?
“Esponenzialmente, dal punto di vista tattico e della mentalità. Il mister ha fatto un lavoro incredibile”.
Qual è stato il momento chiave della stagione che ha cementato la consapevolezza di poter lottare per il titolo?
“Non c’è mai stato un momento in cui ci siamo detti di poter lottare contro una squadra come l’Inter, forse a partire dal momento del goal del Bologna ci è salito il simpatico pensiero di poter festeggiare ancora una volta”.
Quali aspetti della gestione di Conte vi hanno sorpreso di più nel suo modo di guidare il Napoli?
“La sua capacità di capire i pregi e i difetti dell’ambiente ed entrare subito in sintonia con i tifosi”.
Se il Napoli vincesse, quali saranno i meriti principali di Conte rispetto alla squadra e alla società?
“L’aver riportato entusiasmo e fiducia nello spogliatoio e aver tratto il massimo da ogni giocatore”.
Guardando al futuro, cosa dovrebbe fare il Napoli per essere più competitivo anche in Europa?
“Il nostro futuro è venerdì 23 maggio, non andiamo oltre”.
Quanto e in cosa sono simili Napoli e Parigi? Che emozione vi genera il fatto che molti giocatori transitano al PSG proprio dal Napoli?
“Non potrebbero essere più diverse.. Nessun effetto in particolare, non seguiamo con particolare attenzione i giocatori che vanno via da Napoli”.
Kvaratskhelia ha avuto un impatto straordinario al Napoli. Pensate che anche in finale di Champions possa determinare il risultato?
“Glielo auguriamo, ma la verità è che non ci interessa!”
Come e dove festeggerete nel caso di un trionfo?
“Siamo troppo scaramantici per pensarci..”
E così termina la simpatica e significativa intervista con gli amici del Napoli club di Parigi. La tensione si taglia con il coltello, ma non si registra nessuna rivalità trasversale, ossia attraverso gli ex. Un solo sentimento unisce tutti i tifosi del Napoli in tutto il mondo ed è quello che richiede concentrazione massima per quest’ultima sfida di campionato che ci porta lì, a un passo dal sogno.
Forza Napoli sempre!





