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NAPOLI – Dante Alighieri lo avrebbe messo nel girone dell’Inferno in compagnia di Celestino V. Simone Verdi come il personaggio dantesco viene definito a Napoli e sui social come coluli che “fece per viltade il gran rifiuto!”.

Un’operazione che Cristiano Giuntoli e ADL avevano portato a termine con la dirigenza felsinea e che invece è slatata ieri sera quando il laterale bolognese ha deciso di restare in rossoblu:  “Non è stato un no al Napoli. Sono stato tentato da una offerta così importante. Ci ho pensato ma non volevo lasciare questo club a gennaio: resto a Bologna col sorriso”. Simone Verdi spiega a Sky le ragioni della sua rinuncia a passare a gennaio dal Bologna al Napoli. Ora viene il bello, non ho preso un treno, ho fatto scelta con serenità e sono tranquillissimo. Sarri e Giuntoli hanno provato a convincermi, anche oggi mi hanno chiamato Sepe e Tonelli” ha aggiunto l’attaccante rossoblù. “Ho scelto Bologna perchè fin dall’inizio avevo detto che avrei voluto finire la stagione qui.Cosa succederà a giugno si vedrà, ora penso a questo campionato.Cosa mi ha detto Sarri? Che mi voleva al Napoli, ma capiva se la mia scelta era diversa. Sapevo che andavo a giocarmi l’Europa League e lo scudetto fino all’ultimo, ma non c’entra il discorso su una maglia sicura da titolare…Se vai in una squadra – ha del genere – ha concluso Verdi – sai che devi guadagnarti il posto tutti i giorni”.Dopo anni insomma si ripete la storia di Paolo Rossi e lo ricorda quest’oggi anche il tifoso Fulvio Martusciello europarlamentare di Forza Italia: “Come i cocomeri: Verdi fuori Rossi dentro. Il rifiuto di Verdi di giocare nel Napoli ricorda quello di Paolo Rossi e come tale lo tratteremo.Il 28 gennaio 2018 sarà come il 20 ottobre del 1979 quando un intero stadio fischio’ Paolo Rossi che aveva appena rifiutato il trasferimento. A Verdi diciamo che lo aspettiamo il 28 gennaio a Napoli con i fischietti in bocca”.

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