100 arresti, decapitata l’Alleanza di Secondigliano (VIDEO)

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    NAPOLI – Imponente operazione all’alba dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli, con l’ esecuzione su tutto il territorio nazionale di oltre 100 provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Napoli su richiesta della Procura nei confronti di appartenenti ai clan Contini, Mallardo e Licciardi.

    L’attività di indagine è stata condotta anche con l’apporto investigativo della Polizia di Stato e della Dia. Contestualmente, la GdF ha sequestrato un ingente patrimonio.

    “Le dichiarazioni del procuratore di Napoli Giovanni Melillo confermano quanto denunciamo da tempo. Melillo ha spiegato che l’ospedale San Giovanni Bosco era diventato la base logistica del clan Contini che controllava ogni tipo di attività all’interno della struttura. C’era addirittura una base logistica per le truffe assicurative tramite la predisposizione di certificati medici falsi.

    Le risultanze della Procura aderiscono perfettamente a quanto abbiamo sostenuto circa le infiltrazioni malavitose all’interno dell’ospedale che abbiamo combattuto in modo frontale in questi anni. Per le nostre battaglie siamo stati attaccati e minacciati a più riprese ma, alla fine, i fatti hanno confermato i dati in nostro possesso.

    A tal proposito abbiamo fornito la massima collaborazione alla Procura, che mi ha sentito in più occasioni, dandomi la possibilità di rivelare i fenomeni di illegalità e i nominativi dei delinquenti che agivano all’interno del nosocomio compresi i parcheggiatori abusivi e le infiltrazioni nella gestione del ristorante e del bar correttamente smantellati dal commissario della Asl Napoli 1”.

    Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.

    “L’infiltrazione camorristica nelle attività del San Giovanni Bosco – prosegue Borrelli – era profondissima e radicata. C’era addirittura un boss che era stato regolarmente assunto all’interno della struttura negli anni passati.

    Tutti ricordiamo l’episodio delle ovazioni su Facebook in occasione della morte di Paolo Di Mauro, come noto ‘O ‘nfermiere, che venne celebrato come un uomo d’onore con tanto di affissioni di manifesti funerari fuori e dentro l’ospedale.

    Ora bisogna fare in modo che la camorra resti fuori dall’ospedale per sempre.

    L’opera di bonifica messa in atto dal commissario straordinario dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva ha fatto sì che delinquenti, parcheggiatori abusivi e altri cialtroni finissero fuori dall’ospedale.

    Continueremo a vigilare che si prosegua lungo questa strada. La nostra battaglia per cacciare camorristi e delinquenti dalla sanità campana non è certo finita e ringraziamo la Procura e le forze dell’ordine per aver smantellato questo sistema criminale”.”.

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