Allarme alcolismo minorile a Napoli. La Prof. Triassi: “Il coma etilico anticamera della morte!” (VIDEO)

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    NAPOLI (di Raffaele De Lucia) E’ allarme alcolismo giovanile a Napoli.

    In pochi giorni le cronache raccontano di minorenni ubriachi, in coma etilico, soccorsi svenuti per strada.

    Tra la notte di Capodanno e l’Epifania sono tre i casi noti, ma ogni fine settimana sono decine i giovanissimi della movida a ritrovarsi sulle barelle degli ospedali dopo sbornie e trip di stupefacenti.

    Un allarme acuito anche dalla presenza in strada di ambulanti che vendono senza scrupoli alcolici a minorenni e di esercenti che violano stabilmente l’ordinanza comunale con ciccehtti a buon mercato il più delle volte a 1 euro.

    Secondo le statistiche l’alcol in Italia genera più morti del fumo e della droga.

    In tantissimi si mettono spesso ubriachi alla guida come confermano anche i dati della stradale nel bilancio di fine anno che parlano di migliaia di patenti ritirate e di un incremento di incidenti mortali.

    La professoressa Maria Triassi dalla Federico II lancia l’allarme, il coma etilico in giovane età è l’anticamera della morte.

    “Incrociare adolescenti ubriachi riversi nel loro stesso vomito e ragazzini trasformati in zombie dai mix di alcol e droga sta diventando una triste abitudine.

    A capodanno i ricoveri per alcol hanno superato quelli causati dai botti, un dato che aiuta ad avere una reale percezione del fenomeno”. Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e lo speaker radiofonico Gianni Simioli, impegnati in una battaglia contro l’abuso di alcol da parte dei minorenni, stigmatizzano la notizia apparsa su “Il Mattino” di lunedì 7 gennaio.

    “Negli ospedali napoletani si registrano mediamente tre o quattro casi a sera, e i numeri raddoppiano nel week end. Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza.

    Accedere agli alcolici è diventato facilissimo per gli adolescenti. Il lungomare di via Caracciolo pullula di abusivi che vendono alcolici e tanti commercianti della zona non si fanno scrupolo nel vendere birre e liquori ai più giovani”.

    “A tale fenomeno è connesso lo spaccio di droga. Spesso i ragazzini assumono alcol sotto effetto di stupefacenti, creando dei mix particolarmente dannosi per la salute”.

    “Occorre comprendere la portata del problema e creare un piano di contrasto al fenomeno.

    Siamo di fronte ad una realtà che non può essere tollerata. Le forze dell’ordine devono aumentare i controlli nelle zone della movida, magari anche con agenti in borghese che si accertino che i minorenni non consumino alcolici nei locali. Bisogna agire con durezza nei confronti dei commercianti disonesti.

    Allo stesso modo bisogna debellare in fenomeno degli abusivi, attivissimi nell’area del lungomare che vendono alcolici e super alcolici a chiunque.

    Di pari passo deve procedere il contrasto allo spaccio di stupefacenti.

    Anche le famiglie devono fare la loro parte innanzitutto non dando la possibilità ai propri figli di uscire in piena notte e senza dargli la possibilità di spendere ingenti somme di denaro. Non è accettabile che ragazzini di dieci, quattordici o quindici anni passino tutta la notte in strada.

    Non è possibile lasciare ragazzini con meno di 10 anni in giro per Napoli a scorazzare sugli scooter a notte fonda. Solo con la massima severità e una particolare attenzione da parte di genitori e forze dell’ordine si potrà arginare il fenomeno”.

    Borrelli e Simioli hanno denunciato e raccontato le storie di diversi giovani che si sono sballati negli ultimi giorni accasciandosi per ore per strada. Uno di loro è stato salvato a capodanno da un coma etilico.

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