NAPOLI – E’ ancora ferma davanti al porto di Lampedusa la Sea Watch 3 della Ong tedesca, al centro di un braccio di ferro con il governo italiano. La comandante della nave, Carola Rackete, ieri aveva deciso di forzare il divieto di ingresso nelle acque territoriali con l’intenzione di sbarcare a terra i 42 migranti soccorsi al largo della Libia.

“Salvini schiera armi e soldati contro la Sea Watch,la sua capitana forte e coraggiosa a cui va il mio incondizionato sostegno,e alcune decine di sorelle e fratelli disperati e allo stremo:il Governo dichiara guerra all’umanità,all’amore e alla vita.Vergogna!” Lo scrive su Twitter il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in risposta alle parole di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni. Quest’ultima addirittura aveva affermato “Affondiamo la Sea Watch 3”.

“Sea Watch ha fatto la sua battaglia politica sulla pelle di 42 persone. In 15 giorni sarebbero arrivati in Olanda due volte. Hanno rifiutato i porti sicuri più vicini. Ong aiutano trafficanti di esseri umani”. Lo scrive Matteo Salvini in un tweet. E in altri due sottolinea. “Non assecondo chi aiuta gli scafisti che con i soldi degli immigrati poi si comprano armi e droga”. E “non permetto che siano Ong straniere a dettare le leggi sui confini nazionali di un Paese come l’Italia”.

Carola Rackete, la giovane capitana, alle 14 di ieri rompe gli indugi, dirige il timone verso Lampedusa ed entra in acque italiane ignorando l’alt delle motovedette della Guardia di finanza. “So cosa rischio – dice la donna – ma non ho scelta. I naufraghi sono allo stremo. Li porto in salvo”. “Non sbarcheranno, schiero la forza pubblica. Ora mi aspetto che qualcuno emetta un ordine di arresto”, la risposta del ministro Matteo Salvini.

“Spero veramente che facciano scendere presto i migranti soccorsi”, l’auspicio della comandante. Ma Salvini tiene il punto: “non scende nessuno. A meno che non mi arrivi una comunicazione da Bruxelles e mi dicano che 21 vanno ad Amsterdam e 21 a Berlino, il capitano viene arrestato e la nave sequestrata. In questo caso la chiudiamo qui, nessun problema”. Il ministro tiene molto al concetto di “chi sbaglia paga”. C’è, sostiene, “un’evidente flagranza di reato. Cosa aspetta qualcuno ad emettere un ordine di arresto?”. Il decreto sicurezza bis prevede una sanzione da 10mila fino a 50mila euro per comandante, armatore e proprietario, nonchè la confisca della nave in caso di recidiva.(ANSA)

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