ROMA – Sono arrivate a 1.809 le vittime del coronavirus in Italia. In un solo giorno c’è stato un aumento di 368 morti. Sabato l’aumento era stato di 175. Sono 2.335 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il virus, 369 in più di ieri. Superati i 20 mila malati: sono complessivamente 20.603, con un incremento rispetto a sabato di 2.853, mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 27.747. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.

L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che nella mattinata odierna sono stati esaminati presso il centro di riferimento dell’ospedale Cotugno 127 tamponi . Di questi 17 sono risultati positivi.

Come per gli altri fino ad oggi esaminati, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Totali positivi in Campania: 400

L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che dal pomeriggio odierno sono stati esaminati: presso il centro di riferimento dell’ospedale Cotugno 111 tamponi, di cui 29 risultati positivi; presso l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona 37 tamponi di cui 9 risultati positivi e presso l’ospedale Moscati 29 tamponi di cui 12 risultati positivi. Come per gli altri fino ad oggi esaminati, anche per questi 50 si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Quarantena per tutta la popolazione e divieto di entrata e uscita per il Comune di Ariano Irpino (Avellino). Lo ha deciso con un’ordinanza il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, “visto l’aumento dei contagi verificato dai dati riferiti al Comune della provincia di Avellino. Si è ritenuto indispensabile e urgente applicare una misura rigorosa per isolare il focolaio”. “Chiediamo a tutti i cittadini – ha detto De Luca – di collaborare per il contenimento del contagio e quindi per il rispetto di questa e delle altre ordinanze”.

Sanificazione in corso nell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e attività di pronto soccorso temporaneamente sospese. Le operazioni si sono rese necessarie in seguito al decesso di una donna di 53 anni, affetta anche da altre patologie, risultata positiva al tampone da coronavirus. Sono state attivate tutte le procedure anche per quanto riguarda il personale in servizio, che era munito di dispositivi di protezione individuali. Già nella notte sono state avviate le operazioni di sanificazione nella zona dell’isolamento e della rianimazione, ora sono in corso all’interno dei locali del pronto soccorso, le cui attività sono momentaneamente sospese. Al termine delle operazioni, sarà riattivato il pronto soccorso.

Il sindaco de Magistris :”In questo momento così drammatico è richiesto a tutti responsabilità, maturità, coraggio, unità e buon senso. Quindi RESTATE a CASA se non dovete uscire per lavoro, per salute o per necessità. La maggior parte dei napoletani sta osservando condotte esemplari. Bravi, vi ringrazio per questo. In questo modo finirà prima questo incubo. Per chi viola le norme ci sono i controlli: le forze di polizia, che ringrazio, stanno facendo moltissimo. Chi deve uscire rispetti le cautele indicate dal Governo. In particolare, metro di distanza e nessun assembramento. Essere distanti oggi ci fa sentire più uniti perché vuol dire che ci stiamo difendendo bene.
Stiamo vicini a tutte le persone che devono uscire per lavorare, senza di loro non ce la faremmo. Non potremmo curarci, bere, mangiare, avere luce, linee telefoniche ed internet, raccogliere i rifiuti, avere soldi per la spesa, possedere i mezzi necessari per affrontare questa tragedia. Ed altro ancora. Anche quelli che stanno lavorando hanno paura, ma sono i soldati della prima linea. Dobbiamo sostenerli, come si fa in guerra. Vicini ai familiari delle vittime, ai malati e a chi porta avanti, in condizioni estreme, il Paese. Il terrorismo psicologico di questi giorni è nefasto anche per chi lavora. Preserviamo anche la necessaria serenità mentale.

Sarebbe utile che non ci fossero provvedimenti distonici tra #Governo e Regioni. Chi ne paga le conseguenze è il cittadino che non sa con certezza quali comportamenti siano consentiti e quali no. L’autorevolezza di un Paese si vede soprattutto in questi momenti.

La #polizia in un ordinamento democratico fa i controlli, come l’esercito che assume, in questi momenti, le funzioni di pubblica sicurezza; mentre chi può e deve uscire, non deve essere visto come il potenziale untore del giorno. Chi cammina da solo, ad esempio, con tutte le cautele, per motivi di salute, lo può fare.

Ritengo, però, che si stia perdendo di vista il vero tema che genera profonda preoccupazione ed anche ansia. Chi avrebbe dovuto essere pronto si è fatto trovare impreparato, nonostante il virus contagiasse la Cina da dicembre. #Medici e #infermieri hanno lavorato per settimane, e molti ancora oggi, SENZA mascherine e dispositivi di protezione, diversi ammalandosi e diventando diffusori del virus. In Italia si è colpita negli anni la sanità pubblica. In Regione #Campania abbiamo appena 334 posti letto (per tutte le malattie, non solo per il #coronavirus) tra terapia intensiva e rianimazione, a fine aprile dovremmo arrivare a 500 circa, su quasi 6 milioni di abitanti. Ne dovremmo avere almeno 1500. Si sono smantellati presidi di salute pubblica, pronto soccorso, reparti sub-intensivi, di terapia intensiva e di rianimazione.

Abbiamo pochi medici, soprattutto di rianimazione, e pochi infermieri. Hanno lasciato i nostri eroi (che stanno dando il massimo con competenza, coraggio, passione e umanità) a combattere con un esercito non grande e con poche armi. Ecco perché dobbiamo adesso noi tutti ridurre gli effetti del contagio altrimenti un #virus di per sé poco letale, seppur molto aggressivo e contagioso, rischia di fare un bilancio drammatico per mancanza di posti letto dovuta ad evidenti responsabilità politiche e istituzionali. Coloro che hanno smantellato la #sanità pubblica, che hanno fatto affari con essa, che hanno prevalentemente favorito interessi privati, sono criminali.

In #Cina all’inizio dell’epidemia, prima della costruzione di 14 ospedali in 15 giorni, le persone morivano in casa perché le strutture non potevano accoglierle. Allora FATE PRESTO, emanate provvedimenti per assicurare mezzi e attrezzature a chi combatte per salvare vite umane e posti letto a chi deve essere curato. È qui che vogliamo vedere capacità e autorevolezza.

Gente di #Napoli, dal grande cuore, restate a casa e sosteniamo chi deve lavorare. Uniti si vince e noi vinceremo, ne sono certo”.

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