ISTANBUL – Sale ad almeno 5.016 il bilancio dei morti del devastante terremoto in Turchia e Siria: salgono a 3.419 le persone che hanno perso la vita nel sisma che ha colpito il sud est del Paese mentre l’ultimo bilancio siriano è di 1598, secondo le ong.

Oltre 8000 persone sono state salvate in Turchia dopo il terremoto che ha colpito il sud est del Paese ma ci sono state nella notte 312 scosse di assestamento e l’attività sismica nella zona resta alta. Lo ha detto il vice presidente turco Fuat Oktay, come riporta la tv di Stato Trt.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdogan, il seguente messaggio:

«Ho appreso con profonda tristezza e seguo con attenzione le notizie sul sisma che ha così gravemente colpito la zona sud orientale della Turchia, causando numerosissime vittime e feriti.
In questo momento di lutto l’Italia è vicina, con sentimenti di partecipe solidarietà, al dolore dell’amico popolo turco. Il nostro pensiero va alle famiglie di quanti hanno perso la vita, ai feriti – cui auguriamo un pronto ristabilimento – e alle squadre di soccorso.
In spirito di vicinanza, La prego di accogliere, signor Presidente, le espressioni del più sincero cordoglio della Repubblica Italiana e mio personale».

Fino a 23 milioni di persone potrebbero essere colpite dal violento terremoto che ha ucciso migliaia di persone in Turchia e Siria, ha affermato oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

“Le mappe generali dell’evento mostrano che potenzialmente 23 milioni di persone sono esposte, tra cui circa cinque milioni di persone vulnerabili”, ha dichiarato Adelheid Marschang, responsabile delle emergenze dell’Oms, al comitato esecutivo dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite.

Il sisma di 7,9 che ha investito la Turchia ha provocato uno spostamento del suolo fino a 10 metri, creando una nuova faglia che si è attivata al confine fra Turchia e Siria.

Lo ha detto all’ANSA il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Il flusso di aiuti delle Nazioni Unite dalla Turchia al nord-ovest della Siria si è temporaneamente interrotto a causa dei danni provocati alle strade dal violento terremoto e da altri problemi logistici, ha riferito un portavoce delle Nazioni Unite, citato dai media internazionali.

“E’ avvenuto un movimento di tipo trascorrente”, ossia il suolo è slittato orizzontalmente lungo i due lembi della faglia, “con un orientamento verso sinistra, in direzione dell’Egeo”, ha detto ancora Amato. “Su alcune parti della faglia è stato calcolato uno spostamento della faglia fino a 10 metri”.

“L’Unità di Crisi del ministero degli Esteri ha rintracciato tutti gli italiani che erano nella zona del sisma. Tranne uno. Si sta cercando ancora un nostro connazionale, in Turchia per ragioni di lavoro. La Farnesina, fino ad ora, non è riuscita ad entrare in contatto con lui”. Lo scrive su Twitter il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Sbarcato ad Adana, alle 6 ora italiana, il contingente dei vigili del fuoco inviato in soccorso alla popolazione colpita dal terremoto.

ATTERRATO AD ADANA IL CONTINGENTE ITALIANO DEI VIGILI DEL FUOCO
Trasportato con un aereo C130 dell’Aeronautica Militare, partito nella tarda sera di ieri da Pisa con scalo a Pratica di Mare, è composto da 50 vigili del fuoco dei team Usar di Toscana e Lazio.
Personale specializzato per la ricerca di dispersi sotto le macerie, che ha operato nelle analoghe emergenze in Italia e all’estero.

Nel gruppo, 11 sanitari e 6 unità del Dipartimento della Protezione civile.

“Serve la qualità più che la quantità, perchè è una corsa contro il tempo, non si può assolutamente aspettare oltre”. Lo afferma ad Agorà il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.

“E’ stato un intervento tempestivo: già stanotte è arrivato il team avanzato con 4 tecnici che hanno preso preventivamente contatto con le autorità turche che gestiscono l’emergenza.

Da qualche ora c’è già l’operatività dei nostri tecnici: vigili del fuoco, medici, infermieri, funzionari della protezione civile e stanno lavorando in stretto coordinamento con le autorità turche.
Abbiamo anche mandato 4 unità cinofile che in questo tipo di ricerca sono essenziali”.

“Il coordinamento lo abbiamo tenuto con il capo della protezione civile Curcio. Stiamo pronti anche ad altri interventi: naturalmente, come prevede il protocollo, bisogna aspettare che sia l’autorità locale a richiedere l’intervento e che tipo”, conclude Musumeci. (ANSA)

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