ROMA – Fumata nera al terzo scrutinio, salgono i voti a Mattarella.

Preferenze anche a Crosetto e Casini. Il presidente uscente Sergio Mattarella ha ottenuto oltre 120 voti. Molte schede hanno riportato il nome di Guido Crosetto, oltre 100, quindi molti di più dei 63 grandi elettori di Fdi, mentre a oltre quota 50 si attesta Pierferdinando Casini.

Cresce anche il giurista Paolo Maddalena, sostenuto dagli ex grillini di Alternativa C’è, passato dai 39 voti di ieri ai 60 di oggi “Sono commosso, grazie, onorato” ha detto Guido Crosetto rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento ai voti presi durante lo spoglio per il Colle. Per Crosetto i voti dello spoglio per il Colle e le preferenze che ha raccolto dimostrano “la capacità del centrodestra, se volesse, di prendere voti anche fuori dal centrodestra”. “Ho fatto la scelta di non continuare a votare scheda bianca per dare un segnale, ma ritengo che il centrodestra in questa partita si debba misurare” precisa Giorgia Meloni parlando con i giornalisti alla Camera.

Il centrodestra propone una rosa comprendente Letizia Moratti, Marcello Pera e Carlo Nordio. Il centrosinistra, con Letta, boccia sostanzialmente la terna e propone un supervertice per decidere un nome condiviso. Spunta il nome di Elisabetta Casellati come ‘carta coperta’ del centrodestra, mentre restano sul tavolo i nomi di Casini e Amato.

“C’è stata una guerra frontale a Berlusconi, ma eliminando Berlusconi non è che abbiano risolto il problema”, è la riflessione fatta da Clemente Mastella, sindaco di Benevento, nel corso della trasmissione Studio Mattina di Canale 9, intervistato dal Direttore di Sicomunicazione Marco Caiano.

L’ipotesi più probabile sembra essere quella della Casellati, ha ammesso anche Mastella, ma per eleggerla a Capo dello Stato serve il ritorno di un rapporto tra Salvini e il Movimento Cinque Stelle. “In realtà tutti i partiti sono spaccati – afferma il primo cittadino del capoluogo sannita -. Secondo me c’è anche una divisione tra ‘ministeriali’ e ‘non ministeriali’. I ministeriali sono più propensi a lavorare per Draghi, i non ministeriali sono invece più propensi a scegliere un candidato diverso. La mia propensione è quella per Casini. Mi auguro che facciano in fretta”.

Mastella, nel corso dell’intervista, appare a tratti anche preoccupato. Sottolinea l’attuale situazione economica di molte famiglie del paese e la crisi internazionale tra Russia e Ucraina: “Ognuno inizia a guardare al traguardo delle elezioni e cerca di allargare il proprio terreno politico, invece che guardare agli interessi del paese” – rimprovera Mastella – “Ad ora – aggiunge – stanno perdendo tutti i gruppi parlamentari perché se non si trova la quadra perdono tutti, non è che sta vincendo qualcuno. Tutti hanno fatto la guerra frontale alla candidatura di Berlusconi, ma eliminando Berlusconi non è che si siano risolti i problemi. Anzi si sono accentuati nel centrodestra e nel centrosinistra”.

“Credo che punteranno sulla Casellati, ma non capisco che senso ha avuto mettere dei nomi in campo. Le trattative si fanno nel segreto di qualche casa privata o sede di partito. Mettere tre nomi come Pera, Moratti e Nordio vuol dire non eleggere nessuno dei tre. È un’esercitazione mediatica che dura un giorno”, conclude il sindaco di Benevento.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments