CASERTA – Un sacerdote, che stamattina si è recato nel carcere casertano di Carinola per la messa domenicale riservata ai detenuti, è stato bloccato dalla Polizia Penitenziaria che l’ha trovato in possesso di ben 9 cellulari (8 micro telefoni e uno smartphone) nascosti in alcune buste di tabacco. Secondo quanto rende noto l’Uspp, l’Unione dei Sindacati di Polizia Penitenziaria, interpellata dall’Ansa, sull’accaduto è ora in corso un’indagine dell’autorità giudiziaria. “L’episodio evidenzia ancora una volta – dicono Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, presidente e segretario regionale dell’Uspp – la necessità di dotare la Penitenziaria di strumenti tecnologicamente avanzati, anche in grado di schermare gli istituti di pena, per contrastare questo fenomeno. Grazie agli sforzi finora profusi la Polizia Penitenziaria malgrado i turni massacranti e le scarse risorse riesce comunque ad arginare i tentativi fraudolenti di introduzione sia di telefonini sia di droga. Complimenti ai colleghi del carcere di Carinola”.

“L’autorità giudiziaria ora farà chiarezza sui destinatari dei dispositivi e sugli eventuali rapporti del sacerdote con la criminalità. Sta di fatto che è chiaro ormai che le reti della delinquenza riescono ad arrivare ovunque, anche in ambienti come quello religioso, e tirare dentro ogni genere di persona. Chiediamo che, oltre alla condanna penale, il prete venga sospeso dalla Chiesa e sia impossibilitato ad esercitare la sua professione. Chi stringe rapporti con delinquenti e li favoreggia non può assolutamente guidare una parrocchia e i suoi fedeli”. Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi.(ANSA)

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