Ritiro immediato del provvedimento che da oggi impone il Green Pass per tutti i lavoratori e la richiesta di tamponi per tutti i dipendenti a carico delle aziende. Queste le richieste dell’Usb del comparto del trasporto pubblico locale sceso in piazza a manifestare davanti alla sede della Prefettura di Napoli.

Poca la partecipazione.

“Chiediamo che l’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro sia ritirato subito dal Governo – affermano i sindacalisti – e che i tamponi li paghino i padroni e non i lavoratori che anche durante la pandemia hanno assicurato il servizio e che continuano a lavorare con carenti condizioni di pulizia e igienizzazione dei mezzi”. L’Usb, nel ribadire la propria posizione favorevole al vaccino, ha tuttavia evidenziato come “esibire il Green pass da vaccinazione avvenuta non significa essere immuni al covid. È più protetto chi effettua un tampone ogni 48-72 ore e dunque è necessario che i tamponi siano a carico delle aziende come forma di prevenzione”.

“La stragrande maggioranza degli enti pubblici sono arrivati del tutto impreparati all’appuntamento col Green pass. Emergono chiare carenze organizzative, facendo un distinguo tra piccoli enti, dove è stato molto più facile fare i controlli e i grandi enti.

Il Comune di Napoli infatti ha registrato una situazione caotica inaccettabile. Non si sono fatti protocolli preventivi con le organizzazioni sindacali. Il personale individuato non è stato dotato di tablet o rilevatori, ma ha dovuto usare i propri telefoni. Per molti lavoratori, pur essendo muniti di Green pass, la rilevazione mostrava il rosso”. A parlare è Lorenzo Medici, segretario generale della Funzione Pubblica Cisl Campania, secondo il quale, “il pasticcio annunciato si è puntualmente verificato”. “Tra l’altro – precisa Medici – i ritardi per l’accesso sono addebitati ai lavoratori che dovranno recuperare il tempo perso. Una cosa inaccettabile. Quello che si registra è un grave deficit organizzativo, che sta generando una totale improvvisazione. Tante sedi non hanno portinerie che fanno da filtro, per cui risulta difficile fare controlli. E poi le partecipate esterne si sono autorganizzate o è il personale di ruolo che deve esercitare il controllo? Parliamo di Napoli Servizi, che ha migliaia di addetti. Il personale dei siti archeologici non ha ricevuto alcuna indicazione operativa”.

“Insomma – conclude Medici – il primo giorno di Green pass obbligatorio, così come già annunciato, è stato un grande flop.

Spero si possa correre ai ripari, aprendo un confronto serio per aggiustare il tiro a garanzia dei lavoratori e dei cittadini”.

Sospensione e allontanamento dal servizio per altri 17 operatori sanitari dell’Asl Napoli 1.

L’istituzione sanitaria dopo i controlli ha adottato il provvedimento che determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da covid19, per ulteriori 17 dipendenti, dopo i 65 già sospesi in precedenza: in particolare i soggetti in questione sono 1 dirigente medico, 11 infermieri, 1 dirigente tecnico di manutenzione, 4 operatori socio-sanitario.

Rispetto ai primi elenchi di sospensione temporanea e l’allontanamento dal servizio di operatori sanitari, l’Asl ha invece revocato la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio per 7 dei 65 dipendenti sospesi il 21 settembre e il 6 ottobre 2021. In particolare i soggetti in questione sono 1 medico di medicina generale, 1 dirigente biologo, 3 infermieri, 1 operatore socio-sanitario, 1 operatore tecnico prevenzione.

“Chiedevamo al governo più tempo, che non si scaricassero su lavoratori e sindacato decisioni che sono in capo all’esecutivo. Noi siamo per l’obbligo vaccinale, su quanto prevede l’articolo 32 della Costituzione che sancisce che spettano al governo tutte le misure atte a garantire la salute dei cittadini. Quando siamo stati chiamati a discutere decisioni, per evitare che i luoghi di lavoro diventassero focolai di epidemia, non ci siamo sottratti a costruire protocolli e ad avviare hub vaccinali”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo alla trasmissione “Barba e Capelli” su Radio Crc. “Non siamo noi che facciamo le leggi. C’è ancora scarsa conoscenza. Nelle nostre assemblee nei luoghi di lavoro portiamo competenze scientifiche che cercano di spiegare bene quali sono i vantaggi del vaccino”. “In questi mesi di pandemia – ha concluso Ricci – ci sono stati tanti interventi per abbattere i costi ma al lavoratore non può essere scaricato l’onere del tampone”. (ANSA)

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