Nella Chiesa di Miano i funerali di Raffaele Perinelli (VIDEO)

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    NAPOLI – L’intero quartiere Miano si è stretto attorno alla famiglia di Raffaele Perinelli, il giovane calciatore, poco più che ventenne, ucciso sabato scorso con una unica coltellata in petto da Alfredo Galasso, 31 anni, che ha voluto chiudere così una banale controversia sorta qualche giorno prima tra i due.

    Un delitto, una violenza assurda, mai più sono state le parole pronunciate dal sacerdote officiante il funerale nella chiesa di San Gerardo e Sant’Alfonso.

    Palloncini bianchi, come la bara, e magliette recanti l’invocazione di giustizia, in omaggio a Lello, come era conosciuto nel quartiere, per l’arrivederci terreno.

    A ricordarlo la madre di una sua compagna di scuola e Antonio Piccolo della squadra e scuola di calcio Arci Scampia dove Raffaele mosse i primi passi da giovane calciatore.

    Basta con il clima di “violenza”, nel quartiere e a Napoli prevalgano gli esempi positivi come quello di Raffaele Perinelli, il 21enne, estraneo a ogni forma di criminalità, ucciso da un conoscente sabato sera. Nel giorno dei funerali, in una chiesa gremita, quella dei Santi Alfonso e Gerardo, in via Janfolla, nel quartiere di Miano, a Napoli, don Salvatore Cinque, ricorda il giovane.

    Guarda la coppa e un pallone (il calcio la sua passione e il suo sogno) e invita tutti: “la sua coppa Raffaele l’ha vinta con l’esempio.

    Non deludiamo – ha detto rivolto alla folla – vinciamo anche noi la nostra coppa”.
    In migliaia si sono stretti accanto alla famiglia – la madre è stata tutto il tempo dei funerali a terra accanto alla bara del ragazzo – mentre in aria sono stati lanciati centinaia di palloncini bianchi. In tanti indossavano magliette con la scritta ‘lp3’ (il nome – Lello – e il cognome del ragazzo ed il numero della maglia che indossava).

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