TORRE ANNUNZIATA – 4 persone, ritenute responsabili dell’omicidio di Maurizio Cerrato sono state fermate questa notte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli.

Gli arresti arrivano dopo 4 giorni di intensa attività investigativa per assicurare alla giustizia gli artefici di un delitto efferato e assurdo per la dinamica che lo ha generato.

I fermati , Giorgio Scaramella (41 anni), Domenico Scaramella (51), Antonio Venditto (26) e Antonio Cirillo (33) sono accusati a vario titolo di omicidio e sono stati tradotti presso il carcere di Poggioreale. Denunciata a piede libero una donna.

Il custode degli scavi di Pompei, era stato aggredito dopo aver difeso la figlia per futili motivi di viabilità e parcheggio.

La giovane aveva parcheggiato l’auto in un posto occupato con una sedia una delle tante che i parcheggiatori abusivi sistemano a ciglio strada.

L’uomo fu colpito dapprima con un compressore e poi accoltellato al petto. Un fendente al cuore fatale.

Inutile la corsa all’ospedale San Leonardo di Castellamare dove Cerrato morì poco dopo.

Il cordoglio dei colleghi del Museo e Real Bosco di Capodimonte

Il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger e tutto il personale di vigilanza sono vicini al terribile dolore della famiglia del loro collega Maurizio Cerrato, barbaramente ucciso per futili questioni di parcheggio a Torre Annunziata. “Ci stringiamo intorno alla moglie e alle figlie per una brutalità che non conosce eguali” dice Bellenger. “Abbiamo perso un amico sincero, un collega leale, una bella persona che cominciava il suo lavoro tutte le mattina con il sorriso” lo ricordano in lacrime i colleghi, sgomenti per l’accaduto. Cerrato aveva lavorato dal 2002 al 2012 a Capodimonte fino alla richiesta di trasferimento al Parco Archeologico di Pompei, proprio per stare più vicino alla famiglia.

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