NAPOLI – In un Duomo con appena 600 fedeli, a causa delle restrizioni Covid, si è ripetuto a Napoli il prodigio del ‘miracolo’ di San Gennaro.

L’annuncio della liquefazione del sangue è stato dato alle 10 in punto da Mons. Battaglia.

Per il vescovo metropolita di Napoli si tratta del primo prodigio del santo..

“Il sangue si è sciolto” ha annunciato ai fedeli. Immediato l’applauso del popolo all’interno e all’esterno della basilica.

Il ripetersi del ‘miracolo’ è letto come un buon auspicio per Napoli e la Campania.

Il miracolo avviene tre volte l’anno: il 19 settembre, nel giorno di San Gennaro, il sabato che precede la prima domenica di maggio, e il 16 dicembre. Nelle precedenti occasioni il Santo patrono aveva disatteso le attese dei fedeli.

“San Gennaro con il suo prodigio, la sua storia e il suo miracolo ci sta vicino. Non ci lascia mai.

È nel corpo e nell’anima della nostra città. In questo periodo fede e amore ci incoraggiano a non mollare e a cercare sempre la strada per una vita migliore.”

Lo afferma il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris

”Solo chi ama Napoli sarà capace di amministrarla. Solo chi sentirà di appartenerle potrà servirla”.

Sono le parole pronunciate dall’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, nell’omelia per la celebrazione di San Gennaro, che non aveva previsto inviti particolari per i candidati sindaci in corsa per le elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre.

“Fin da ora mi sento di dover dire – ha aggiunto – a coloro che il popolo napoletano sceglierà per questo ruolo di servizio e di amore, una parola chiara: sarò con voi in tutte le iniziative che mettono al centro la persona ed il bene comune, combatterò con voi tutte le battaglie autentiche per affermare i giusti diritti, vi starò accanto nella difesa delle istituzioni da ogni tentativo di infiltrazione camorristica e da ogni velleità affaristica”. Battaglia, rivolgendosi idealmente ai candidati, ha affermato che la Chiesa di Napoli ”sarà al vostro fianco ma solo a condizione che vi adoperiate realmente e senza ipocrisie nella difesa degli ultimi e nel servizio del bene comune”.

Nel concludere l’arcivescovo ha sottolineato che “la funzione delle istituzioni non è la promozione delle carriere politiche ma è il servizio del bene comunitario. Non mi stancherò mai di gridarlo: la politica non può essere semplice gestione dell’esistente ma è e deve essere progetto e tensione, sogno e profezia. capacità di vedere lontano. Napoli ha bisogno di un tempo nuovo”. (ANSA)

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