A Napoli non è mai solo una riapertura. È un ritorno, quello di Pintauro a via Toledo.

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Ieri, lungo Via Toledo, una delle arterie più vive e simboliche della città, ha rialzato la saracinesca la Pasticceria Pintauro. Non una bottega qualunque, ma un luogo che attraversa i secoli, custode di memoria, profumi e identità partenopea.
Fondata tra Settecento e Ottocento, è proprio qui che nacque la sfogliatella così come la conosciamo oggi: un dolce diventato icona, capace di raccontare Napoli in un solo morso.

Dopo un periodo di chiusura, la riapertura segna molto più di un semplice ritorno commerciale: è un gesto di restituzione alla città. Un recupero attento, che ha preservato marmi, dettagli storici e anima originaria, riportando in vita uno spazio che è sempre stato punto di riferimento per napoletani e viaggiatori.

Dietro la rinascita di Pintauro, lungo Via Toledo, ci sono due nomi: l’imprenditore napoletano Francesco Bernardo e il pasticciere Davide Piterà. Non un’operazione casuale, ma un progetto che nasce con un’idea chiara: salvare un pezzo di Napoli prima che diventasse qualcos’altro. Bernardo, che arriva dal mondo immobiliare, ha acquistato non solo il locale ma anche la sua storia, scegliendo di investire non su un semplice marchio, ma su un simbolo identitario della città.

Accanto a lui, Piterà rappresenta invece la mano, il mestiere, la continuità artigianale: è lui a guidare la produzione e a garantire che la tradizione non resti solo un racconto, ma diventi ogni giorno prodotto.

E così tornano anche le domande di sempre: riccia o frolla? Zucchero a velo o al naturale? Domande semplici, che in realtà raccontano abitudini, tradizioni e piccoli riti quotidiani

. E noi non potevamo che assaggiarle entrambe e ad ogni morso era come tornare indietro nel tempo, a quando passeggiavo piccina con i miei nonni. Ma Pintauro non è solo riccia o frolla, la vetrina è piena dei dolci, è un turbinio di colori e di creazioni, difficile uscire senza una piccola opera d’arte.

Oggi ne parliamo e vi raccontiamo, ma ieri Napoli ha già deciso: c’è di nuovo folla da Pintauro. E quando succede, significa che un pezzo di storia è tornato davvero a vivere.

 

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