NAPOLI (di Fosca Tortorelli) -In Italia i primi esempi di vigna coltivata appaiono verso la metà del II° millennio a.C., nella zona di Ischia e Procida, sulla costa Tirrenica, zona di precoce contatto con il mondo Miceneo. Nel sud d’Italia, il legame tra la produzione locale di vino e i contenitori in ceramica avviene già tra il VII° e il VI° secolo a.C..

È in questo stesso periodo che, in tutta la regione occidentale del Mediterraneo, appaiono le grandi anfore chiamate dolia e che si ritroveranno in seguito anche nelle cantine dell’Italia, della Gallia del sud e della Spagna della fine della Repubblica.

I viticoltori collegano in generale l’origine naturale dell’argilla alla neutralità della terracotta, convinti che questo materiale doni complessità ai vini e ne rispetti la purezza espressiva del frutto e del territorio, oltre al fatto che un ulteriore vantaggio di questo materiale è la sua capacità di regolazione termica.
Ogni territorio crea anfore con proprie caratteristiche specifiche legate alle tecniche di produzione e alla qualità delle argille indigene
, ne daranno testimonianza da Cap’alice – per la sesta edizione di Storie di Vini e Vigne – il prossimo 29 Gennaio, le Aziende I Cacciagalli, Tenuta Sant’Agostino e Lunarossa, che hanno molto da dire in questo campo. Sono infatti sempre più numerose le cantine che scelgono gli orci di terracotta nella produzione dei loro vini e anche in Campania si trovano delle espressioni estremamente interessanti. Tali vini, il più delle volte, sono particolarmente espressivi e profondi proprio grazie alla neutralità dell’anfora e alla possibilità offerta alle uve bianche di praticare macerazioni sulle bucce più o meno lunghe. Anche se il risultato non è scontato come si potrebbe pensare, comunque questa tecnica richiede una notevole conoscenza e professionalità.
In degustazione ci saranno i seguenti vini:

Quartara Fiano Colli di Salerno 2014 e 2017 – Azienda Lunarossa
Scomposto Malvasia del Beneventano 2015 e 2017 – Tenuta Sant’Agostino
Zagreo Fiano Roccamonfina 2015 e 2018 – Azienda I Cacciagalli

Al termine della degustazione seguirà la cena con i piatti dell’oste Mario Lombardi

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