FOTO_ALBICOCCHE

NAPOLI (di Fosca Tortorelli)- Colore dorato tra il giallo-arancio, buccia morbida e felpata, forma ovale, profumo e sapore invitanti, l’albicocca è il frutto irrinunciabile di inizio estate e giugno è il suo mese fortunato, soprattutto se pensiamo all’albicocca del Vesuvio, localmente chiamata crisommola, varietà che viene prodotta nei comuni vesuviani, presidio Slow Food istituito nel luglio 2017. E’ un frutto dal sapore straordinario che una volta provato diventa indimenticabile. Nell’areale vesuviano i piccoli agricoltori preservano circa una quarantina di varietà di Crisommole. Le più conosciute sono la pellecchiella, la vitillo, la vollese, e poi boccuccia, prevetarella, ceccona, palummella. Il presidio si sta impegnando per valorizzare e tutelare la crisommola, frutto che resiste in agricoltura grazie a piccole aziende a conduzione familiare.

Questo frutto prende il nome Crisommola, per la sua origine greca, infatti deriva da Chrysoun melon, che sta a significare “frutto d’oro”, probabilmente per il suo colore acceso. I suoi frutti pomi sembrano delle pepite d’oro, caratterizzati da un colore che tende all’arancione con parti in rosso, il che ne indica la completa maturazione.

Proprio per conoscere sempre di più la storia e le virtù di questo prezioso frutto, Sabato 23 giugno, è stata organizzata la giornata a lei dedicata, l’Albicocca Day, un momento di condivisione e di conoscenza con i produttori e i loro antichi saperi contadini.

L’appuntamento è alle ore 10,30 presso l’Azienda Agricola Gaetano Romano in via Pigno 127 a Somma Vesuviana, dove Gaetano farà visitare agli intervenuti il vecchio albicoccheto, mostrando le diverse varietà che con la sua famiglia custodisce con passione. Il suo piccolo terreno è un bellissimo esempio di tipica agricoltura vesuviana, dove si potranno vedere filari di viti di catalanesca, i grandi alberi di noce, i gelsi, e i più noti pomodorini del piennolo.

Questo tipo di agricoltura garantisce il rispetto per l’ambiente e la tutela della biodiversità agricola, temi di grande attualità che tutti dobbiamo impegnarci a sostenere per garantire un futuro sano alle nostre generazioni e la tutela del paesaggio. Una giornata che vuole puntare ad educare il consumatore e condurlo verso l’acquisto consapevole, strumento prezioso per una presa di coscienza indispensabile per non essere gestiti e totalmente direzionati dagli interessi dei grandi mercati che puntano all’appiattimento delle menti e dell’identità territoriale.

Per ristorarsi dopo l’interessante visita in campo, ci si dirigerà presso lo storico ristorante La Lanterna in via Colonnello Gaetano Aliperta n. 8, dove Luigi Russo e sua moglie Consiglia Caliendo custodiscono e recuperano le antiche ricette vesuviane, dedicando la loro attenzione in particolar modo allo stoccafisso ed al baccalà, prodotti storicamente legati all’economia di Somma Vesuviana.

Anche nella giornata successiva di Domenica 24 giugno, Slow Food Vesuvio ha organizzato un secondo appuntamento, stavolta presso la sede dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, dove alle ore 11 verrà presentata la Colazione Vesuviana, con pane tipico del territorio, le confetture di crisommole ed altri prodotti del paniere vesuviano che saranno proposti agli ospiti dei B&B aderenti all’associazione AREVOD.

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