NAPOLI (Di Anna Calì) – “Annarè, comm’ aggio fatto a sta luntane a te. Ma che cunferenza s’ha pigliato ‘o tiempo a ce vede’ spartute. Annarè, sultante tu si tale e quale a te”, fa così la celebre canzone di Gigi D’Alessio che nonostante siano passati degli anni procurano ancora le stesse emozioni e gli stessi brividi sotto pelle.
Perché qui a Napoli certi nomi non sono solo nomi: diventano evocazioni, richiami d’anima. “Annarè”, per esempio, non è soltanto il titolo di una delle canzoni più amate di Gigi D’Alessio, ma una sorta di inno sentimentale, familiare, quasi identitario.
Quando le prime note del brano risuonano tra i vicoli, nei bar o nei motorini in corsa, scatta un riconoscimento istintivo. Napoli si ritrova, si emoziona. È un pezzo che parla di amore, di appartenenza, di quella malinconia dolce che questa città conosce bene.
È in questo solco affettivo che si inserisce l’ultima creatura di Ciro Poppella, il pasticciere del celebre “Fiocco di Neve”, che ha appena inaugurato la gelateria “Annarè” nel cuore del Rione Sanità.
Un nome, ancora una volta, che va oltre il commerciale: è una dedica sentita alla moglie Anna, compagna di una vita e colonna portante, nel lavoro e nella quotidianità. Un tributo personale che si fa gesto pubblico, offerto alla città con lo stesso spirito con cui si dona un dolce: con generosità.
L’apertura è avvenuta il 17 luglio, in via Arena della Sanità, a pochi metri dal laboratorio storico di famiglia.
La gelateria, curata nei minimi dettagli, ha visto la collaborazione di Palmiro Bruschi, primo Campione Italiano di Gelateria, a garanzia di un’offerta gastronomica di alta qualità. Tra i gusti proposti, spiccano innovazioni e grandi classici, con un occhio attento alle materie prime e alla stagionalità.
«Dedico questo nuovo spazio a mia moglie Anna – ha dichiarato emozionato Ciro Poppella –. Senza di lei, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. È il mio punto fermo, la mia forza. Annarè è lei, ma anche Napoli. Una città che si ama con passione, come una donna difficile da conquistare ma impossibile da dimenticare».
All’inaugurazione, trasformatasi presto in una festa di quartiere, erano presenti amici, collaboratori e volti noti della scena gastronomica partenopea, tra cui Assunta Pacifico (“’A figlia d’’o Marinaro”) e Giuseppe di “’A figl do marinaro”, a testimonianza di un tessuto imprenditoriale che, nel cuore di Napoli, continua a credere in se stesso.
Con “Annarè”, Poppella non apre soltanto una gelateria, ma firma un nuovo capitolo del suo percorso, che da sempre tiene insieme innovazione e radici, gusto e memoria. E proprio come la canzone di D’Alessio, questo nome continuerà a riecheggiare nel cuore della città: tra una coppetta e una strofa, tra il piacere di un assaggio e la dolcezza di un sentimento autentico.
Perché a Napoli, quando si dice “Annarè”, si parla d’amore. E da oggi, anche di gelato.

















