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NAPOLI – A pochi mesi dall’evento inaugurale, Bradoburger si cimenta in una nuova avventura: aprire a pranzo il sabato e la domenica con un menu creato ad hoc.

La presentazione del nuovo menu avverrà presso la braceria, in via Cosimo Miccoli (Castello di Cisterna, NA). Dalle 19.30 di mercoledì 11 ottobre sarà possibile scoprire i piatti e i prodotti pensati e selezionati dal padrone di casa AntonioMonda, in una sequenza di assaggi accompagnata dai vini della distribuzione campana The Great Gig in the Wine.

Alla serata prenderanno parte alcuni produttori come Imma Migliaccio con le sue verdure biologiche, Vincenzo Egizio e le sue papaccelle, Domenico Pascale del Caseificio Antichi Sapori, l’allevatore Massimo Pelliccia. E ancoraMassimo Peretti e Alberto Rossetti di PeRol Carne.

 Sarà presente inoltre Gianluca Lo Sapio, amministratore unico della The Great Gig in The Wine: giovane e appassionato selezionatore, la cui filosofia sempre più “naturale” sposa i principi di Bradoburger. Racconterà i vini scelti e il perché degli accostamenti.

Il pranzo del sabato e la domenica aprirà ufficialmente al pubblico domenica 15 ottobre, l’anteprima serale, riservata a un solo pubblico di giornalisti, sarà mercoledì 11 ottobre dalle 19.30 da Bradoburger.

BRADOBURGER, più di una braceria

Nomen omen, la braceria Bradoburger utilizza carni provenienti esclusivamente da allevamenti allo stato brado o semibrado. Fede incrollabile nella qualità quella di Antonio Monda, che guida tutte le sue scelte: dalle carni alle verdure fino al vino, e non ultimo agli arredi del locale.

Antonio nasce produttore di mozzarelle, dà poi libero sfogo alla sua passione di selezionatore aprendo il Principe del Gusto a Marigliano, una gastronomia che ad oggi potremmo definire “gourmet” e corona il suo sogno di divulgatore di eccellenze con Bradoburger che apre il 31 maggio 2017.

“Vivo Bradoburger come una sfida: far capire alla gente cosa è la vera qualità. Il sapore e la consistenza delle carni di un animale cresciuto allo stato brado non si possono raccontare ma mangiare con voracità. È un’esperienza dalla quale non si può tornare indietro, solo facendola è possibile capire la differenza tra il buono di un animale libero e i prodotti degli allevamenti intensivi, che non solo non sono buoni ma fanno male al mondo”.

Frutto di scrupolosa ricerca, la selezione della carne ha spinto Antonio Monda a cercare diversi allevatori, ciascuno specializzato in una o poche razze di animali. Dall’Azienda Agricola Pelliccia, che alleva 250 capi di bestiame completamente allo stato brado, prende alcuni tagli di carne bovina tra cui il Vitellone Bianco di Itri. La Chianina e laMarchigiana provengono da allevatori iscritti al Consorzio per la tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale. Il maiale, il pollo e altri tagli di carne bovina provengono da PeRol Carni, la distribuzione di Alberto Rossetti e Massimiliano Peretti che traccia il prodotto dall’allevamento fino alla tavola. Azienda di Caserta nota al mondo della gastronomia campana e non solo per la qualità dei prodotti trattati e per il controllo costante di tutta la filiera. Ma la filosofia del patron non si esaurisce nella selezione delle carni. I salumi e i formaggi sono quasi tutti Presìdi Slow Food o fanno parte dell’Arca del Gusto, come il salame di Gioi o i salumi di Nero Casertano di Mastro Enrico. E ancora il Pecorino Bagnolese dell’omonima Cooperativa e il Provolone delMonaco del Caseificio Perusio. Le uova sono quelle di Paolo Parisi, che alleva galline Livornesi dalle uova bianche in totale libertà, nutrendole con granaglie macinate e latte di capra. Le verdure sono quelle dell’Azienda Biologica di Immacolata Migliaccio, “agricoltore custode” di antiche varietà autoctone, che riporta in auge grazie ai semi prelevati alla banca del seme del CRA – Centro Ricerche ad Acerra. I legumi e i cereali provengono dall’Azienda Agricola Dolci Giuseppina interamente biologica. I pomodori del Piennolo sono quelli di Gaetano Romano e dell’omonima azienda di Somma Vesuviana, mentre la Cipolla Ramata di Montoro proviene dall’Azienda Agricola Gaia. Le papaccelle invece sono quelle di Vincenzo Egizio. Per la birra, spillata o in bottiglia, Antonio ha scelto di affidarsi al Birrificio del Borgo. Stile retrò e design anni ’50 sono lo sfondo di questa giovane realtà: solo legno, vetro e ferro per un locale 100% riciclabile. Dal centro del soffitto piovono lampadari Foscarini, linea special edition pensata insieme al brand Diesel.

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