FESTABIRRA15

NAPOLI – “Ancora una volta Napoli e il Gambrinus hanno dimostrato di essere in grado di organizzare iniziative capaci di mettere insieme culture diverse, nell’ottica dello scambio culturale e della condivisione di valori”.Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli de La radiazza, che hanno partecipato alla “Festa della birra”

nei saloni dello storico caffè napoletano organizzata in occasione del 156° anniversario della fondazione del Gambrinus e per ricordare il gesto della signora Ursula che percorse migliaia di kilometri dalla Germania a Napoli per regalare allo storico locale la statua di Gambrinus dopo aver visto le immagini del caffè napoletano in occasione della visita di Angela Merkel a Napoli.“La festa della birra, condotta da Giuseppe Giorgio e organizzata dai patròn del Gambrinus, i fratelli Sergio, Arturo e Antonio, e Massimiliano Rosati e Michele Sergio, ha offerto una splendida occasione per confrontare la cultura napoletana e italiana e quella tedesca della cittadina di Emmendingen con cui Napoli ha stretto un gemellaggio, suggellato dalla presenza degli assessori comunali di Napoli, Alessandra Clemente ed Enrico Panini, e di Oscar Guidone, assessore tedesco, originario di Torre Annunziata, che parla due lingue: il tedesco e il napoletano” hanno aggiunto Borrelli e Simioli ricordando che “la serata è stata allietata da tanta musica con un’orchestra tedesca, la “Black forest tigers”, che ha intonato tante canzoni napoletane fornendo di uno scambio di cultura musicale particolarmente apprezzato dalle centinaia di persone presenti”.Ma ci sono anche altre motivazioni a spiegare il perché di una festa della birra in un caffè storico come racconta Michele Sergio: “A prima vista il Gambrinus non potrebbe sembrare luogo ideale per celebrare la birra essendo famoso in tutto il mondo per il caffè. Eppure solo a guardare il nostro nome appare evidente quanto ciò non sia vero: Gambrinus è stato il leggendario re delle Fiandre e la tradizione vuole che sia stato lui ad inventare la birra”.“Quanto alla colleganza con il popolo tedesco e sempre restando in tema, fu l’imprenditore Mariano Vacca il quale nel 1890, rilevata la gestione da Vincenzo Apuzzo, per accattivarsi le simpatie dei turisti e diplomatici tedeschi e austriaci che soggiornavano a Napoli e che chiedevano con insistenza un locale dove poter gustare un birra, decise di dare al locale il nome del “Re della birra” (prima si chiamava “Caffè delle sette porte”)” ha aggiunto Sergio sottolineando che “un semplice motivo storico, però, non era sufficiente per muovere uomini e mezzi. In realtà c’è anche una ragione più personale che mi lega alla birra. La mia più formativa esperienza lavorativa è stata quella di gestire un pub in Santa Lucia. Per più di cinque anni ho spillato e offerto ai clienti migliaia e migliaia di birre: dalle stout irlandesi alle lager scozzesi, dalle ale inglesi alle weiss tedesche, dalle trappiste belghe alle birre di produzione italiana”.“Potremmo concludere affermando che non c’è posto migliore del Gambrinus per ospitare un Oktoberfest alla napoletana e chissà se con il tempo questo evento possa diventare un appuntamento fisso per la città” ha concluso Michele Sergio sottolineando che “in un momento storico in cui i rapporti tra Italia e Germania sono tesi, Napoli ha voluto offrire un’occasione di dialogo e fratellanza come è nella millenaria cultura della città”.Per i suoi primi 40 anni presenta quattro nuovi panini in un party in stile Anni ’70. Il pub “Alaska” (via Fracanzano, 13/bis) taglia lo storico traguardo celebrando quegli anni a partire dai gadget che verranno distribuiti come parrucche, occhiali e baffi, trascinando gli ospiti con sonorità del passato e tante prelibatezze da gustare. Prosecco, birra a 10 luppoli Carlsberg, tarallini caldi e stuzzichini tanto per iniziare. Poi spazio all’angolo frittura con panzarotti e polpettine da intingere in fondute ai formaggi o al ragù. Il clou della serata sarà nel giardino al coperto con brace e bruschette con provolone del Monaco impiccato. Dalla cucina saranno sfornati mini burger, mini sfilatini e i quattro nuovi panini dedicati alle icone del 1976. Quell’anno il Re indiscusso della Pop Art era Warhol e così nasce “Andy” panino con gli ingredienti della lasagna, ergo polpettine, provola, ricotta e ragù. Proprio nel ’76 Jobs fonda Apple ed ecco “Steve” farcito come uno spaghetto alla Nerano: provolone del Monaco, zucchine alla Scapece, speck, pomodorini e scorzette di limone. Nelle radio impazzava “Somebody to love” dei Queen capitanati da Mercury e così si è pensato a “Freddy” con cicoli, salame, ricotta, pepe e provola proprio come una pizza fritta. Chiude il poker il panino dedicato al film “Rocky” ripieno proprio come una genovese con carne, formaggio fuso e basilico.Una festa per brindare al restyling del locale, del logo, del nuovo menù che punta forte sugli sfilatini, marchio di fabbrica del pub che unisce tradizione ed innovazione, avvolti nella carta paglia e talmente grandi da sfidare i clienti a terminarlo. Alaska, aperto tutti i giorni dalle 19.30, pensa anche a celiaci e vegetariani con hamburger fatti in casa e birre adatti a loro.

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