NAPOLI – La pizzeria Maria Marì cambia veste, tufo a vista con travi in legno, riggiole napoletane alle pareti, vero scrigno di napoletanità e di cultura culinaria. Entrare nel “mondo” della famiglia Sannino è sempre un piacere, in un ambiente accogliente e caldo, Enzo vero padrone di casa con Maria regina della cucina ed ora anche i loro figli:

Nicola, dopo anni ed anni di esperienza nella brigata Acunzo, è alle prese con pasta e forno e Salvatore una sicurezza per gentilezza e professionalità al servizio del cliente. Al di là delle “chiacchiere” parliamo della pizza; generazioni di pizzaioli, anni di esperienza, professionalità e conoscenza ne fanno una pizza dall’elevata digeribilità e dalla bontà spiccata. Arriviamo in cinque con una gran voglia di pizza ed è subito dilemma…la scelta!. Ed è Salvatore che ci consiglia, tra la pizza con la genovese, la pistacchio, provola e mortadella, perfetta la scelta di mettere la mortadella a crudo sulla pizza appena calda da forno…acquolinina, la più classica parmigiana, ogni boccone un piacere. Per finire la “Don Nicola”, a cui Enzo è particolarmente legato per il filo diretto con il padre, ed è ricotta, mozzarella e cipolla rossa di Tropea per persone di carattere; ed ultima la Pizza Basile, che verrà presentata il 17 febbraio nella serata dedicata proprio al Basile, con provola, mela annurca e pancetta… una goduria per il palato, perfettamente armonica senza nessun elemento che prevalga sull’altro…un boccone tira l’altro. “La vera pizza è alimento, simbolo e rito. Alimento povero e nobile. Disco festoso di pasta, colorato di rosso. Ma è anche qualcosa di più di un impasto di acqua e farina, condito con olio e pomodoro e cotto al forno a legna. La pizza si fa non si cucina. Nasce povera. Si fa con le mani e con la sola abilità delle palme.” Ed a noi piace così, fatta con passione, amore e dedizione che traspare dalla famiglia Sannino. Allora ci vediamo il 17 febbraio…e voi…prenotate.

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