Ferrillo

NAPOLI – Durante la serata di lunedì 13 marzo, il maestro pizzaiolo Maurizio Ferrillo presso il suo piccolo, grande regno, la pizzeria Ferrillo di via Caravaggio 33 di Napoli, ha accolto giornalisti ed esperti in gastronomia per presentare i suoi “piatti forti”.

Un percorso enogastronomico, introdotto da un rapido, ma necessario viaggio tra le righe della biografia del maestro pizzaiolo: dagli esordi come addetto alle consegne tra le mura di quella stessa pizzeria che un tempo era “la pizzeria Pizzazzà” fino al rilevamento del locale, al quale Maurizio ha voluto attribuire il suo nome per sublimare e completare quel percorso umano e professionale avviato più di 20 anni fa.Maurizio Ferrillo non è solo un maestro artigiano, ma anche un maestro accademico: docente presso la Multicenter School di Pozzuoli, insegna agli studenti, ma anche ai ragazzi ospiti delle comunità per tossicodipendenti e delle carceri, i segreti di un’arte tanto antica santo affascinante. A testimoniare il valore, umano e professionale, di Maurizio Ferrillo è Claudio Ospite, presidente dell’Istituto Nazionale della Pizza che ha rimarcato l’importanza della formazione, sia scolastica che in loco: “moltissimi studenti della Mulicenter School, nonché allievi di Maurizio, oggi, sono pizzaioli affermati che lavorano in tante città Europee e non solo.” Il Presidente dell’INP ha, inoltre, preso le distanze dai corsi di formazione di 40 ore e dal carattere fortemente grossolano che tanto impazzano nell’era in cui imparare un mestiere risuona come una provvidenziale ancora di salvezza alla quale aggrapparsi per non lasciarsi sopraffare da una dilagante disoccupazione.Un serata ideata e voluta per trasmettere il carattere più marcato dell’anima identitaria di Maurizio, uomo e pizzaiolo: la famiglia, presente, come di consueto, al fianco di Maurizio.Alessio, il collaboratore più prezioso e fidato del maestro pizzaiolo, con il quale, da oltre 15 anni, divide il bancone; Manuela, primogenita di Maurizio, studentessa dell’istituto alberghiero “Cavalcanti” che nel tempo libero aiuta i genitori nella gestione del locale e che mira ad approfondire le conoscenze in ambito manageriale per far sì che il brand Ferrillo possa diventare un franchising. Il secondogenito di casa Ferrillo, Francesco, invece, ha allietato i presenti con una simpatica esibizione di freestyle: innamorato del papà e del suo mestiere, ha realizzato la prima pizza all’età di sei anni, sogna di diventare chef ed aprire un ristorante tutto suo. Infine, ultima solo in ordine di apparizione, Stefania, moglie di Maurizio, nonché pilastro della famiglia e della pizzeria Ferrillo. Un amore sbocciato tra le mura di quello stesso locale, quando Stefania, proprio come Maurizio, era una dipendente della pizzeria Pizzazzà. Una crescita, umana e professionale, maturata insieme e che fa di Stefania il punto di forza più autorevole della vita di Maurizio, nonché la sua più prolifera fonte d’ispirazione. È lei a dare il nome alla creazione più importante del maestro Ferrillo di cui è “padrone incontrastato”, in quanto detentore del brevetto che gliene attribuisce la paternità esclusiva: si chiama Mamma Stefania ed è un omaggio alla donna che ha sposato nonché madre dei suoi figli, ma anche alle eccellenze campane e ai migliori prodotti utilizzabili per sfornare un prodotto sinonimo di bontà e qualità. Una pizza con fondo di pomodoro, con il cornicione ripieno di ricotta di fruscella, condita con basilico, pomodoro pelato dell’agro sarnese, grana grattugiato, olio Evo della Toscana e mozzarella di bufala campana tagliata in quattro e aggiunta dopo la cottura.Una pizza che ha estasiato e positivamente sorpreso i presenti in sala che, dopo uno sfizioso intrattenimento a base di prosecco e straccetti, hanno potuto degustare tutto il vellutato e sontuoso sapore della creazione esclusiva che porta la firma di Maurizio Ferrillo.A seguire, Ferrillo ha presentato la “Fiorita”: fiori di zucca, fior di latte, ciuffi di ricotta, pancetta a crudo, un filo di olio Evo a crudo. Un intreccio di sapori irresistibile che ben sintetizza l’anima poliedrica di un pizzaiolo che ama rispettare la tradizione, senza disdegnare la ricerca di nuove esperienze sensoriali.La “Monachese” è, invece, una pizza che stupisce per la delicata leggerezza che la contraddistingue, come ha spiegato lo stesso Ferrillo: mozzarella di bufala, bresaola e scaglie di provolone del monaco aggiunte all’uscita, basilico fresco. E il piacere è servito.Fiore all’occhiello della pizzeria Ferrillo è anche e soprattutto la frittura all’italiana, realizzata rigorosamente a mano e nel rispetto delle ricette e dei segreti della tradizione culinaria squisitamente partenopea: mozzarella impanata, arancini e crocchè che solo a guardarli ben illustrano la differenza che intercorre tra un manicaretto realizzato con cura ed amore in maniera artigianale e un prodotto surgelato. Il dolce a sorpresa è una creazione di Stefania che ha rappresentato la chiusura da applausi di una cena con i fiocchi: praline di wafer e cioccolato, impreziosite da granella di pistacchio e nocciole, straccetti alla nutella. “Spero di essere riuscito a trasmettervi la passione con la quale svolgo questo mestiere e i valori che lo accompagnano. – ha dichiarato alla fine della serata il maestro pizzaiolo Maurizio Ferrillo che ha poi aggiunto – le porte della mia pizzeria sono sempre aperte a tutti.”

Biografia:

La storia del maestro pizzaiolo Maurizio Ferrillo personifica e ben rappresenta l’essenza più genuina ed identitaria che condisce lo spirito napoletano. Maurizio non è un figlio d’arte, ma un giovane predisposto al sacrificio e carico di buoni propositi che ha saputo e voluto rimboccarsi le maniche per fare sua una delle arti napoletane più antiche e genuine, quella che tutt’oggi conferisce alla pizza il primato, indiscusso e incontrastato, di cibo più consumato e conosciuto al mondo. La scalata di Maurizio ha inizio nel 1993 e parte dalla classica e costruttiva gavetta, tra le mura di quello che poi è diventato il “piccolo, grande impero” di Maurizio: “la Pizzeria Pizzazzà”. Nel 1999, infatti, Maurizio rileva il locale, animato dalla caparbia volontà di continuare ad onorare l’antica e sacra arte della pizza, potendo contare sul suo talento di pizzaiolo ormai esperto ed estroso, assicurando ai palati che scelgono di affidargli il loro “desiderio di gusto” un prodotto partenopeo D.O.C. grazie all’utilizzo di prodotti genuini e di qualità, amalgamati dall’ingrediente più importante: l’amore per il proprio lavoro. Difatti, quando il maestro Maurizio Ferrillo ha avviato Pizzazzà si è posto sin da subito l’obiettivo di offrire a tutti i suoi clienti la migliore pizza napoletana, preparata secondo la tradizione e utilizzando solo prodotti genuini e capaci di esaltare i sapori delle sue creazioni, rigorosamente cotte nel forno a legna. Pizzazzà, inoltre, vanta un primato storico tutt’altro che trascurabile: negli anni in cui forte era il richiamo delle “genialate americane”, dalla fusione tra il celeberrimo “take away” e il successo mai in declino sortito dalla pizza, proprio qui nasce il concept della pizza da asporto. Agli albori, Pizzazzà vantava ben 14 vespe pronte a scorrazzare tra le strade cittadine per portare nelle case dei napoletani tutto il gusto di una pizza imbattibile e tutt’oggi assicura il servizio d’asporto e la consegna a domicilio, con un servizio sempre attivo e puntuale, anche a mezzogiorno. Inoltre, nel 2012, Maurizio ha dato luogo ad un autentico restyling del suo locale, ricavando un’accogliente sala superiore, affinché la clientela possa contare su un luogo caloroso e tranquillo nel quale poter gustare un’ottima pizza. Nel 2017, il”piccolo, grande impero” del maestro pizzaiolo ha definitivamente “cambiato pelle”. Il locale di via Caravaggio 33 ha preso il nome del suo proprietario: “pizzeria Ferrillo”.

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