22895036_10213049254878721_1634019894_n

MONTE SAN GIACOMO (di Fosca Tortorelli)- Tripartito tra i comuni di Sanza, Piaggine e Monte San Giacomo, tutti in provincia di Salerno, si erge il massiccio del monte Cervati, che con i suoi 1899 metri è la cima più alta della Campania.

Ci troviamo nel cuore del Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che rientra nella rete dei Geo-parchi, parchi naturali caratterizzati da particolari aspetti geofisici e da una strategia di sviluppo sostenibile. E proprio sul versante di Monte San Giacomo, a un’altezza di 1250 m s.l.m, si trova la zona conosciuta con il nome di Vallicelli, un’area caratterizzata da boschi di faggi e formazioni rocciose calcaree di spettacolare bellezza, all’interno della quale si trovano diversi inghiottitoi di notevole interesse speleologico.

Ed è proprio in questo contesto che si inserisce l’Associazione “Grotta Briganti e Cacio”, attiva dal 2003, presieduta da Carmine Lisa e composta da persone impegnate nelle più disparate attività lavorative, ma unite dalla volontà di dare risalto alle peculiarità di un territorio che ha tanto da proporre da diversi punti di vista, per storia, cultura, tradizioni, arte e naturalmente enogastronomia.

In Contrada Vallicelli da un po’ di tempo la Casa del Peraino è diventata un riferimento importante per tutte le attività dell’Associazione Grotta Briganti e Cacio, che durante l’anno promuove e organizza un fitto calendario di eventi e incontri.

Dalle proposte di escursioni teatralizzate a cura della Cantina delle Arti, coordinate da Enzo D’Arco, alle svariate iniziative nate principalmente per far conoscere e promuovere i diversi prodotti legati a questo territorio, come quello del Caciobrigante, presentato al pubblico lo scorso 14 luglio durante un convegno importante, dove è stata ufficializzata l’autorizzazione sanitaria per la stagionatura nelle grotte del Cervati.

Non da ultimo l’evento che si svolgerà la domenica 29 ottobre e che avrà come protagonista la Pera Lardara; si tratta di una pera autoctona che viene conservata e preparata secondo un’antica tradizione sangiacomese, queste pere sono simbolo di un clima rigido e della necessità di fare scorta per l’inverno. Vengono raccolte tra ottobre e novembre ancora acerbe, adagiate per giorni su un lastrico per raggiungere la morbidezza di maturazione e per poi essere conservate in acqua in vasi di terracotta, ogni 15/30 giorni, bisogna provvedere a cambiare l’acqua, in modo da renderle durature per tutto l’inverno, per poter essere impiegate per preparare vere e proprie insalate.

Per non far scomparire questo antico albero da frutto, per tramandare la peculiare tipologia di conservazione e per far scoprire un gusto “arcaico”, Grotta Briganti & Cacio ha ideato “La Pera Lardara. Show cooking”, una passeggiata guidata alla scoperta dei peri selvatici e della loro storia.

Ci sarà durante la mattinata anche un interessante seminario scientifico-culturale, dove interverranno il responsabile dei Presidi Slow Food Campania Vito Trotta ed il prof. Paolo Casoria dell’Università Parthenope, che relazioneranno su “Gli aspetti culturali ed etici del recupero di varietà antiche” e su “La Pera Lardara tra tradizione e scienza”, prima di consentire ai partecipanti di perdersi nell’inaspettata commistione di sapori tra tradizione e innovazione ricercata dagli chef Giovanna Voria e Luciano Petrizzo.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments