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POMPEI- C’è chi dice che la cucina napoletana sia nata a pochi chilometri dall’antica Partenope, precisamente alle falde del Vesuvio a Pompei. Dopo anni di ricerche e di analisi dei resti carbonizzati dall’eruzione che spazzò via la comunità popeiana, si è potuti risalire ad un menù che affonda le radici nei secoli.

Una cucina semplice, ma che come spesso accadeva si arricchiva di novità provenienti da altri paesi, soprattutto dal nord Africa e dall’Oriente. La cucina pompeiana era ricca di fibre, proteine vegetali e di minerali, era fatta di alimenti semplici derivanti dai campi e dalla pastorizia. A riportare a tavola i sapori dell’antichità ci ha pensato un imprenditore vesuviano Mario Donnarumma che ha proposto all’attenzione di turisti e esperti di enogastronomia il primo “Symposium bar” Hermes Cafè. Un luogo suggestivo a pochi passi dagli scavi dove chef stellati proporranno all’attenzione de pubblico piatti rivisitati dell’antica cucina pompeiana….Alimento principale era il pane. Secondo gli esperti come si vede dagli affreschi in alcune domus, questo alimento così come il vino era immancabile sulle tavole antiche, se ne contano almeno 10 qualità diverse con altrettante farine e cotture. Oggi un pane della tradizione è stato riproposto da uno chef che ha esaltato un gusto che sembrava perduto…Hermes Cafè si presenta, inoltre, come “Academy School” specializzata nell’organizzazione di master e corsi professionali. Un’esperienza imprenditoriale sposata a pieno dall’amministrazione comunale di Pompei come sottolinea il consigliere Francesco Gallo.

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