Tra TuttoFood e Tuttopizza, l’azienda molitoria rinnova il legame con la tradizione napoletana e il mercato internazionale.
Dal respiro antico dei mulini fino ai grandi scenari internazionali dell’agroalimentare, la storia di Polselli continua a intrecciarsi con quella della pizza, del pane e della cultura gastronomica italiana. Un percorso lungo quasi un secolo che oggi porta ancora una volta l’azienda al centro dei grandi appuntamenti del food mondiale, tra innovazione, tradizione e identità mediterranea.
Dall’11 al 14 maggio, infatti, la storica azienda molitoria sarà protagonista a TUTTOFOOD, il grande salone internazionale di Milano dedicato all’agroalimentare, manifestazione ormai divenuta punto di riferimento globale per il Made in Italy e per le nuove frontiere del comparto gastronomico. In un evento sold out capace di riunire oltre cinquemila espositori provenienti da ogni parte del mondo, Polselli sarà presente nel Padiglione 8 – Stand C31, luogo destinato non soltanto all’incontro commerciale, ma anche al confronto culturale con partner e professionisti provenienti da circa settanta Paesi.
Nata ad Arce, nel Frusinate, nella prima metà del Novecento come piccola realtà artigiana, Polselli ha saputo attraversare il tempo senza perdere il legame con la propria origine contadina e con quella visione della farina intesa non come semplice ingrediente, ma come materia viva, identitaria, quasi narrativa. Oggi, giunta alla quarta generazione familiare, l’azienda rappresenta una delle espressioni più autorevoli del settore molitorio di qualità, mantenendo saldo l’equilibrio tra innovazione tecnologica e rispetto della naturalità del prodotto.
A Milano, nel cuore di una città che interpreta il dinamismo economico italiano e internazionale, Polselli consoliderà nuovi progetti, rafforzerà relazioni e continuerà a raccontare il valore di una farina che negli anni ha accompagnato la crescita di artigiani, pizzaioli e professionisti dell’arte bianca in tutto il mondo. Perché dietro ogni impasto ben riuscito esiste sempre una cultura del grano che precede il gesto del pizzaiolo e ne custodisce l’anima più autentica.
Ma maggio per Polselli significherà anche ritorno alle proprie radici emotive e simboliche. Dal 24 al 27 maggio, infatti, l’azienda approderà alla Tuttopizza, negli spazi della Mostra d’Oltremare di Napoli, per partecipare alla nona edizione della grande manifestazione internazionale dedicata al mondo della pizza e ai professionisti dell’universo Ho.Re.Ca. Un appuntamento che rappresenta molto più di una semplice presenza fieristica: è il ritorno dentro quella città che ha trasformato la pizza in patrimonio culturale universale.
A Tuttopizza, Polselli ribadirà ancora una volta il suo storico legame con la tradizione napoletana. Un rapporto antico, costruito nei decenni accanto alle grandi famiglie della pizza partenopea, quando la “doppio zero” diventava il simbolo di un mestiere tramandato di generazione in generazione.
Emblematica, in questo senso, la dichiarazione di Antonio Pace, fondatore e presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, che ha voluto sottolineare il valore storico della farina Polselli nella nascita e nell’affermazione della grande pizza napoletana nel mondo: «Quando i miei genitori e le altre grandi dinastie di pizzaioli napoletani scrivevano la storia della vera pizza napoletana, nei primi decenni del secolo scorso, la farina che utilizzavano tutti era la “doppio zero” e tra i pochissimi che la facevano arrivare a Napoli c’era Polselli. Era di Polselli “o ciore”, il fiore della farina che ha portato la pizza napoletana in tutto il mondo».
Parole che assumono oggi il valore di una testimonianza storica e culturale, perché raccontano come molte delle grandi pizzerie contemporanee abbiano costruito le proprie radici anche attraverso quella farina arrivata dal Lazio e divenuta compagna silenziosa di intere generazioni di maestri pizzaioli.
Tra Milano e Napoli, tra business internazionale e memoria popolare, Polselli continua così il suo viaggio dentro la storia del gusto italiano. Un cammino fatto di mani infarinate, lievitazioni lente, studio, ricerca e passione. Perché alcune aziende producono farine, mentre altre finiscono per custodire identità, tradizioni e frammenti di civiltà gastronomica. Ed è proprio in questa seconda dimensione che Polselli continua, da ottant’anni, a raccontare il sapore autentico del tempo.
















