NAPOLI – Propositi di crescita per il nuovo anno per il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop. L’attenzione agli allevamenti e alla sostenibilità intrapresa negli ultimi anni ha consentito di mettere sul mercato un prodotto in continua ascesa sia nel gusto che nella qualità. Fattori importanti per puntare a conquistare il favore di un pubblico sempre più ampio.
“I numeri in crescita -spiega il direttore scientifico professor Vincenzo Peretti- ci danno l’opportunità di essere più presenti in mercati che vanno oltre la regione Campania. La presenza nella maggior parte dei menù proposti per Natale e Capodanno sono anche un importante indicatore sull’appeal del prodotto fra gli chef italiani”.

Sul fronte degli eventi c’è subito un’importante novità in agenda: nel 2022 si ricomincia dagli Stati Uniti d’America. L’ultimo grande evento prima della pandemia aveva visto il Provolone del Monaco protagonista fra gli emigranti di New York e Brandford, il 15 gennaio si riparte invece con due eventi in Florida curati da Vincenzo D’Antonio.

“Abbiamo cominciato a concentrarci sui progetti per il futuro – spiega il presidente del Consorzio Giosuè De Simone – dopo l’assenza per pandemia il recente Gran Galà ha rappresentato la ripartenza di tutto il nostro mondo. Il Consorzio resta il punto di riferimento degli allevatori dell’area dop e dei produttori, una grande famiglia per fissare e raggiungere insieme traguardi sempre più ambiziosi”.

Sempre alta la lotta alla contraffazione: “Anche nel corso dei giorni che ci hanno condotti verso il Natale – concludono Peretti e De Simone – siamo stati costretti a segnalare a chi di competenza brutte storie di falsi ed imitazioni. Si cerca di creare confusione con prodotti che hanno assonanze nel nome e nelle forme al Provolone del Monaco Dop originale. Ai consumatori raccomandiamo la massima attenzione e di consultare tutte le indicazioni che forniamo per non cadere vittime di chi cerca di lucrare in maniera disonesta su di un prodotto reso famoso dal lavoro dei nostri allevatori e dei nostri casari che non smetteremo mai di ringraziare”.

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