NAPOLI – A pochi passi dal caos cittadino, un parco, una corte che nasconde uno scrigno di eccellenze enogastronomiche. Tra i Camaldoli e Chiaiano, nel verde del borgo di Santa croce c’è Tavernetta Colauri; tra mattoncini e tufo, travi a vista, l’atmosfera è familiare e rilassante.

Al timone due cugini, Rosario e Salvatore che sono riusciti a creare una gran bella realtà; con Rosario, lo chef, a timone della cucina e Salvatore come supervisore della sala. Menù tutto nuovo, con l’ingresso della rinomata carna di razza piemontese dell’allevamento di Dario Perucca, presente per raccontaci questa realtà piemontese. Fuori la soia e gli insilati dall’allevamento dell’azienda agricola Cerutti Laura Maria diretta da Perucca, per un maggior benessere degli animali e con il risultato di una carne tenera con pochi grassi ma con più Omega 3.

Quattro generazioni di allevatori per circa 250 capi, una chicca da provare, una carne che da il meglio di sé battuta al coltello. Scendiamo in cantina, abbracciati dal tufo e da circa 800 etichette, posticino affascinante e suggestivo per un aperitivo finger e un ottimo calice. Beviamo uno spuntante che si fregia della denominazione Talento un Arturo Bersano Metodo Classico Brut ottenuto da sole uve pinot nero.

Un calice dal colore giallo paglierino carico con un perlage fine e persistente, un naso piacevole, ampio e complesso con note di crosta di pane e sentori di vaniglia. Il sorso risulta intenso e fine, equilibrato con una nota sapida e una persistenza aromatica. Accompagnato dal sapore intenso e affumicato della Cecina di Vacca Gallega, dalla frittata con fiori di zucca, con uova di gallina Livornese Peppovo, ed infine una Mousse di Bufala con grani di pepe rosa e crumble salato. Partiti alla grande abbiamo proseguito a tavolo con la scoperta delle carni di razza piemontese, raccontate e descritte da Dario Perruca;

“Battuta al coltello di razza Piemontese ai fieni polifiti Az. Dario Perucca”; abbiamo potuto assaporare la carne, così com’è senza aggiunta di altri sapori o contaminazioni, rimanendone affascinati ed ancora ora al ricordo il gusto e la sensazione di piacevolezza di sentono al palato. Piatto accompagnato da olio monovarietale extravergine di oliva Leccino umbro, un fruttato leggero con sentori di mandorla; grande novità della tavernetta Colauri è proprio la Carta degli Olii, grande passo avanti e lungimiranza.

Al calice una bollicina sempre dell’azienda astigiana Bersano, questa volte un metodo classico Pas Dosè, per un sorso essenziale e pulito, “puro”, senza introduzione della “Liquer d’Expedition” per esaltare al massimo le caratteristiche e la qualità delle uve. Un sorso fresco e sapido, con una sua identità ben definita sorretta da una struttura importante e una giusta persistenza.

Due i primi proposti, accompagnati questa volta da vini campani di Cantina del Taburno, iniziamo con una “Chicca viola “Del Prete” con Provolone del Monaco e crudo Piemontese”, assolutamente da bis; e un “Spaghettone di Gragnano “Gentile” punte di asparagi selvatici e “Lapillo giallo” Vesuviano az. Giolì”; un boccone che esalta la dolcezza e delicatezza del pomodorino giallo. Attendendo la Tagliata Royal Piemontese Az. Dario Perucca, sorseggiamo un ottimo Barolo DOCG Riserva Badarina 2011, da uve nebbiolo, con ben 60 mesi di affinamento di barrique di rovere, considerato il re dei vini di Langa per eccellenza.

Dove l’etichetta “Badarina” richiama la porzione di territorio in cui viene prodotta all’interno della zona DOCG, mentre, l’appellativo Riserva viene attribuito solo alle migliori annate. Una Millefillo crema pasticciera, fragoline di bosco, caramello salato e foglie di menta per un dolce delicatissimo, accompagnato ad un passito di Falanghina, il Ruscolo IGP Cantina del Taburno. Tavernetta Colauri, una gran bella scoperta…a presto “E’ più facile essere fedeli a un ristorante che a una donna.” Fellini.

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