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NAPOLI (di Fosca Tortorelli)- “Tutti cercan di fare quello che fanno gli altri. Una volta correva l’acquavite, adesso è in voga il caffè.”

Carlo Goldoni, Cit. da La bottega del caffè

Prendendo spunto dalla frase di Goldoni, oggi ci ritroviamo sempre  più a fare i conti con una realtà culturale globalizzata e al contempo frammentata, dove si fa sempre più fatica a trovare qualcosa di diverso e soprattutto in grado di trasmettere e comunicare qualcosa di reale.

Le città pullulano di bar e caffetterie, che spuntano come funghi, ma che in realtà offrono, quasi sempre, le stesse cose. Molto spesso ci si dedica molto alla cura del contenitore piuttosto che del contenuto, ma per fortuna, a cercar bene, c’è ancora qualche folle che, trasportato da ricerca e passione, riesce a dare valore e riempire il suo contenitore di sostanza, dove lo spazio che gli è stato dedicato, vuole restituire il valore dell’esperienza del caffè.

Uno di questi luoghi lo abbiamo trovato a Napoli, un locale nel cuore del Vomero, aperto da pochi mesi, dove il caffè si assapora e si degusta e si presenta in modo diverso. Stiamo parlando di Ventimetriquadi, che può essere considerata la prima caffetteria Specialty di Napoli. Vincenzo Fioretto, imprenditore partenopeo, ci racconta come è nata quest’idea.

 

Come nasce l’idea di aprire un bar?

Come spesso accade, le cose nascono un po’ per caso.

Ho lasciato il mio lavoro in Vodafone “il posto fisso” dopo 17 anni per inseguire altri progetti e trovare nuovi stimoli. Appassionato da sempre di finanza ho iniziato ad operare in Borsa come Trader Indipendente, ma il lavoro da casa e la mancanza di relazioni con gli altri mi ha spinto ad accettare la proposta di un vecchio amico di avviare un’attività insieme. E’ così che abbiamo deciso di aprire nel nostro quartiere, il Vomero, un locale incentrato sul caffè.

Perché hai scelto i caffè Specialty?

L’estate scorsa a Positano ho conosciuto una ragazza di Melbourne che mi ha regalato un pacchetto di caffè di Ditta Artigianale di Francesco Sanapo, comprato a Firenze, dove era stata per seguire un corso d’arte. Io da buon napoletano l’ho messo in credenza, convinto di avere già il miglior caffè del mondo.

Una settimana dopo, lei incredula del fatto che io non avessi ancora usato il suo caffè, mi dice “ma che fai non lo provi?” Lì ho capito che forse dietro quel caffè c’era qualcosa di pregiato che non avevo apprezzato, ed era vero, quel caffè preso senza zucchero mi ha sorpreso ed entusiasmato.

Così, quando abbiamo dovuto scegliere la torrefazione con la quale collaborare, ho inizialmente assaggiato i caffè di molti bar napoletani alla ricerca del migliore. Presi amari non mi sono piaciuti, per cui mi sono deciso ad andare a Firenze a provare quello di Ditta Artigianale. Arrivato lì, ho ordinato il mio espresso e al primo assaggio l’ho trovato strano e ho subito pensato di aver buttato tempo e denaro, ma un momento dopo, mi sono sentito travolgere da un’esplosione di piacevoli note aromatiche e mi sono gustato e goduto tutto il mio caffè.

Ho quindi deciso di contattare Francesco Sanapo e in quei 5 minuti che mi restavano prima di scappare per prendere il treno, sono riuscito a raccontargli di me e della voglia di portare il suo caffè a Napoli.

Lui mi ha dato del folle, dicendomi che sarebbe stata una sfida difficile, ma a me piacciono le sfide ed ecco che come prima mossa riesco a convincere i miei amici/soci a provare il caffè di Ditta Artigianale. Non appena assaggiano il caffè hanno la mia stessa reazione, impatto forte iniziale, seguito subito da stupore per il piacevole aroma. Anche loro si lasciano conquistare da questo caffè incredibilmente elegante ed esplosivo.

Come hai imparato a fare il barista?

Anche qui il destino mi ha dato una grossa mano facendomi conoscere due ragazzi straordinari e preparati, Marco Travaglione e Matteo Strano.

In realtà Marco lo conoscevo grazie alla mia compagna, la fortuna ha voluto che fosse rientrato da qualche mese a Napoli dopo aver lavorato a Londra per tanti anni come bartender. Si è subito mostrato interessato al progetto e disponibile a fornire il suo contributo nell’avvio di un’attività per me del tutto sconosciuta. E’ stato per me un punto di riferimento e devo ringraziarlo per tutto il lavoro che ha fatto. Ora lo attende una nuova avventura a Varsavia e gli faccio il mio in bocca al lupo.

Per meglio capire come veniva servito un caffè così diverso dal solito, sono andato a Roma nella prima caffetteria Specialty della città. L’accoglienza è stata completamente differente, sorrisi e descrizione del profilo sensoriale del caffè che avrei bevuto.

Ma la cosa più sorprendente è stata la reazione di entusiasmo che hanno avuto quando ho raccontato che stavo per aprire il primo Specialty di Napoli e soprattutto la loro grande disponibilità ad aiutarmi. In particolare Matteo, che avrebbe da lì a qualche mese lasciato Roma per proseguire la sua crescita professionale a Londra, si è mostrato disponibile ad aiutarmi ed è così che abbiamo concordato un mese intero di formazione on the job.

Bilancine e milligrammi, sottoestratto e sovraestratto, V60 e Aeropress, discutevamo animatamente e pensavo fosse un matto, tutto per un caffè. Poi piano piano ho capito quanto fossero tutti elementi necessari per servire un caffè Specialty. Ora è a Londra e gli auguro un grande successo professionale ringraziandolo per la Passione che è riuscito a trasmettermi per questo nuovo mondo.

Come sta reagendo il pubblico napoletano?

La cosa che più mi diverte è vedere la reazione di coloro che si definiscono “veri cultori del caffè”. Entrano con aria di sfida perché consigliati da amici dicendo “mi hanno detto che fate un buon caffè, voglio proprio vedere, io sono “cagacazzo” sul caffè” ed escono sorpresi esclamando “azz è veramente buono, complimenti”.

E’ fantastico lavorare in uno Specialty Cafè, si dialoga da subito con il Cliente, si crea una relazione molto amichevole e il più delle volte ci stringono la mano per la bella esperienza vissuta.

Inoltre, altri bar stanno mostrando interesse per i caffè di alta qualità e so che a breve ci saranno altri folli come noi che ci accompagneranno in questa ardua sfida.

Progetti futuri?

Beh, siamo soltanto agli inizi di questa avventura e dobbiamo consolidare la crescita. Il nostro sogno è di riuscire nel giro di due anni ad aprire un altro Specialty Cafè nel centro storico di Napoli, mai così vivo e ricco di turisti e studenti. Intanto ci godiamo il nostro primo Specialty Coffee di Napoli.

Insomma le premesse e la voglia di costruire qualcosa ci sono tutte, non resta che sorseggiare e assaporare una gustosa tazza di caffè.

 

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